Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Nuovi tipi di vetture si stanno diffondendo sul mercato (Ford Focus Flex, Saab Biopower): sono in grado di circolare con una miscela denominata E85 e costituita per l'85% da bioetanolo e per il 15% da benzina. Queste vetture emettono il 65% in meno di gas ad effetto serra rispetto alle vetture interamente a benzina.
Il bioetanolo è un alcool derivante dalla fermentazione di prodotti agricoli come mais, frumento, orzo, frutti, vinacce, patate.
La Commissione Europea, nel suo Piano d'azione sulle biomasse, ha definito i biocarburanti come l'unico possibile sostituto del petrolio nel settore dei trasporti, ed ha successivamente precisato che pur essendo i biocarburanti un modo molto costoso per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, i biocarburanti costituiscono una giustificata priorità politica per l'Europa.
I tank per il bioetanolo sono piuttosto costosi (160'000 euro l'uno) e anche la produzione del carburante non è esattamente a buon mercato (circa 50-55 cents al litro). Tuttavia, i relativamente alti costi dei biocarburanti sono destinati ad essere comunque competitivi, a causa della costante e continua crescita del prezzo del petrolio.
Ogni anno l'agricoltura di molti Paesi produce un surplus di prodotti (in particolare grano) che restano invenduti. La diffusione dei biocarburanti consentirebbe agli agricoltori di vendere questo surplus ad un prezzo superiore a quello di costo. E' evidentemente meglio usare il grano invenduto come biocarburante che gettarlo via.
Sembrerebbe dunque la strada giusta. Sembrerebbe.
Ma quanto sarebbe sostenibile l'uso massiccio dei biocarburanti? Le risorse agricole usate per fini energetici sono sottratte a quelle diponibili per fini alimentari. Nel 2100 potremmo essere in 10 miliardi sul pianeta: come garantire a tutti il sostentamento alimentare, anche considerando il progressivo impoverimento dei suoli ed il fenomeno della desertificazione?
La crescente domanda mondiale di grano, canna da zucchero ed altre piante usate per produrre biocarburanti potrebbe spingere al rialzo il costo delle materie prime. L'agricoltura potrà nutrire oltre agli uomini, anche le macchine?
E quanto è redditizio l'etanolo? Le stime sul suo EROEI sono piuttosto imbarazzanti, con dati oscillanti tra lo 0,6 e l'1,2 e quindi col rischio che complessivamente vi sia una perdita di energia, anziché una sua produzione. Per Fabrice Flipo (Friend of the Earth) i biocombustibili producono meno energia di quanta ne consumano.
Nella vicina Francia emerge un certo scetticismo da parte degli ecologisti. Per Arnaud Apoteker (Greenpeace), l'unico modo per produrre massicciamente biocarburanti è la promozione di forme di agricolture fortemente intensive, con l'uso di fertilizzanti e pesticidi che, paradossalmente, sono in parte prodotti col petrolio.
La questione allora finisce con l'intrecciarsi con quella degli organismi geneticamente modificati, già invisi alla gran maggioranza degli europei, stavolta da utilizzare non per produrre cibo, ma per produrre la materia prima dei biocarburanti.
In definitiva, anche per i biocarburanti puo' parlarsi di una possibile parziale soluzione, non esente da grossi limiti, sulla quale occorreranno prudenza e attenzione, e magari qualche slancio di entusiasmo in meno.
L'idrogeno non è una fonte di energia, è un vettore. Non esiste in natura l'idrogeno isolato, esiste come elemento di composti, ad esempio l'acqua. Ed è molto costoso (sul piano energetico) isolare l'idrogeno per usarlo in applicativi che alimentino un motore.
Siamo messi molto male, circolare in automobile potrebbe tornare ad essere un lusso per pochi.
Sì, ma come hai detto anche te, a lungo termine e su vasta scala il bio per almeno altri 10-20 anni, ad occhio, rimane comunque improponibile.. e ora di allora magari avremo sto benedetto idrogeno come carburante, no?
Dipende da cosa intendi per efficienza.
Se non consideriamo l'inquinamento, se consideriamo solo la redditività energetica, di certo il petrolio è piu' redditizio, ma quando estrarre il petrolio diverrà ancora piu' costoso (già sta accadendo perché occorre andare sempre piu' in profondità ), i termini della questione cambieranno radicalmente.
Su larga scala ritengo improponibile la via dei biocarburanti come unico sostituto del petrolio (manca lo spazio fisico per le coltivazioni)
alle 09:54
Luca M
Senza contare ke poi, se utilizzassimo l'idrogeno, andremo incontro ad una perdita di materiale dall'atmosfera terrestre (alla faccia dei cicli biologici) a causa della sua "eccessiva" leggerezza e, durante lo stoccaggio se ne perderebbe molto, quindi è una tecnologia ke x il momento nn è in grado di darci molto (al massimo ci sottrae :-D )
saluti