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Che fine ha fatto la ricchezza delle nazioni?

Martedì 31 Gennaio 2006, 14:47 in Cambiamenti climatici, Filosofie, Filosofie, Segnalazioni di

Wbbook_1Per valutare le performance dell'economia si usano indicatori come il PIL (Prodotto interno lordo) la cui totale inadeguatezza è ormai sotto gli occhi di tutti. Se n'è accorta  anche la Banca Mondiale che ha pubblicato un libro sull'argomento (scaricabile QUI).

Il limite principale di indicatori come il PIL è di non tenere in alcun conto le esternalità. In altre parole, non si contabilizzano il deterioramento delle risorse naturali ed i danni all'ambiente, il cosiddetto capitale naturale.

Nel libro, si propone l'introduzione di nuovi indicatori della ricchezza delle nazioni, tra cui in particolare il "valore della ricchezza naturale", ovvero le variazioni del capitale naturale.

Kirk Hamilton, uno degli autori del libro, ne spiega il significato con un semplice confronto: "Se il conto corrente di una famiglia diminuisce mese dopo mese, o se la famiglia deve vendere l'automobile o ipotecare la casa per riuscire a procurarsi il cibo, ne deduciamo che l'economia domestica non è sostenibile. Questo vale anche per le nazioni, se il loro indice di risparmio è negativo, questo significa che il benessere nazionale sta diminuendo e che il modello di sviluppo non è sostenibile".

In altre parole, anche se il PIL cresce, la ricchezza delle nazioni diminuisce tutte le volte che la crescita avviene a prezzo dell'erosione del capitale naturale.

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