Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Le accise su benzina, energia elettrica e metano sono l'imposta piu' odiata dagli italiani.
Le imposte sui redditi quelle meglio digerite. E' quanto sembra emergere da uno studio sulle "preferenze degli italiani" in materia fiscale condotto dall' Associazione Contribuenti Italiani su un campione di 1500 cittadini residenti in Italia.
Nel comunicato emesso dall'associazione si legge che "le tasse più invise agli Italiani sono le imposte indirette che si pagano senza tener conto del reddito pro capite. Se,
infatti, sembra logico da parte del cittadino partecipare al prelievo
fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto al reddito percepito
durante l’anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi tassare
ripetutamente in base ai consumi."
Il cittadino sembra quindi molto sensibile all'equità della tassazione, mentre pur accogliendo con favore certi appelli a limitare i consumi (si pensi ai consensi ricevuti dal Papa nei suoi ultimi attacchi al consumismo), guarda con estremo fastidio alla loro tassazione.
E questo potrebbe essere un grosso problema nell'ottica della
sostenibilità, poiché tra le imposte sui consumi sono considerate anche
le tasse sull'inquinamento (esternalità negative). In effetti le imposte di questo tipo sembrano uno dei pochi strumenti
realmente efficaci per limitare le diverse forme di inquinamento e
favorire l'uso di tecnologie a basso impatto ambientale. Ma se proprio
queste imposte sono le meno capite e accettate, si capisce come diventi
estremamente difficile promuoverne l'introduzione.
La strada del
rafforzamento delle tasse sui consumi contestualmente ad un
abbassamento dell'imposizione sul reddito potrebbe quindi essere
difficilmente percorribile.
L'esito di un sondaggio è pero' spesso
condizionato in misura decisiva dalla scelta delle parole nella
formulazione dei quesiti e dal bagaglio di informazioni eventualmente
fornite al campione di intervistati.
Ma cosa avrebbero risposto gli
italiani se fosse stato loro chiesto di esprimersi su un sistema in
cui si abbassano le imposte sul reddito e si tassa maggiormente l'uso
delle energie inquinanti (magari con aliquote differenziate a seconda
del reddito)?
Meglio tassare l'uso dell'energia o il lavoro?
Un altro dato interessante è che ben 3 italiani su 4 ignorano il
motivo per cui esistono le singole imposte. Peccato pero' che lo studio
non presti particolare attenzione alla percezione degli italiani in
merito all'uso che lo Stato fa dei proventi delle diverse tasse.
Uno
dei metodi utilizzabili per migliorare l'efficienza della spesa
pubblica potrebbe essere costituito dalla determinazione di un vincolo
sull'uso dei proventi di una certa tassa che sia coerente con i motivi
per cui quella specifica tassa è stata introdotta ed è mantenuta. Di
fatto invece oggi la quasi totalità delle imposte finiscono in un unico
calderone per finanziare le piu' disparate attività dello Stato, senza
alcun legame con la ratio delle diverse tipologie di imposizione fiscale.