Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
La crescita di Cina e India mette a rischio l'intero pianeta. E' quanto emerge da State of the World 2006 (lo Stato del mondo - 2006), corposa pubblicazione annuale a cura del Worldwatch Institute che presenta una sintesi, argomento per argomento e nazione per nazione, delle ultime evoluzioni politiche, sociali ed ambientali sul pianeta.
Per il Washington Times, Cina e India sono destinate a diventare i leader mondiali in materia di sostenibilità energetica, ma ciononostante il loro sviluppo metterà in pericolo l'intero pianeta. Il rapporto del Worldwatch Institute stima che, se nel 2030 India e Cina dovessero raggiungere il livello di consumo di risorse naturali pro-capite del Giappone, l'intero pianeta basterebbe a stento a soddisfare le sole loro necessità.
I "media" asiatici pongono l'accento sui consumi statunitensi e in alcuni casi minimizzano le responsabilità di Cina ed India.
L'indiano NewKerala snocciola alcuni dati: sono gli Stati Uniti il Paese che brucia piu' petrolio (il 25% di tutta la produzione mondiale) ed emette piu' gas ad effetto serra (il 25% del totale). E sono sempre gli Stati Uniti a possedere l'impronta ecologica piu' pesante. Ecco un altro interessante confronto: per soddisfare i consumi di un cittadino USA occorrono 9,7 ettari di terra (il 205% della superficie degli States per soddisfare tutta la popolazione), 1,6 ettari per un cinese e 0,8 ettari per un indiano (il 210% della superficie dei due Paesi per soddisfare tutta la popolazione).
Riepilogando. Finalmente un po' tutti si stanno accorgendo di una ovvietà che gli scienziati ripetono da decenni: le risorse non sono infinite e il mito della crescita economica illimitata (intesa come quantità di beni prodotti e consumati) incontra limiti fisici costituiti dalle disponibilità del pianeta.
Ci sono Paesi industrializzati e Paesi che si stanno sviluppando imitando il modello dei primi.
I Paesi emergenti (e quelli che ancora non riescono ad avviare un processo di sviluppo) hanno o no il diritto di perseguire il nostro stesso livello di benessere materiale? Quanto è concreto il pericolo di un'escalation di conflitti per il controllo delle risorse? In futuro, è ipotizzabile che i Paesi industrializzati agiscano per fermare lo sviluppo dei Paesi emergenti?
Che i Paesei emergenti abbiano il diritto di perseguire lo stesso livello di benessere, è inteso. Sul fatto che proveranno (proveremo?) ad impedirglielo, ci si può scommettere. Su chi e come vincerà, si apre un libro. Può essere che si vada al conflitto, anche armato, può essere che si tratterà soltano di una guerra economica. Nessun impero è eterno, nessuno schema sociale è destinato a restare immutato nei secoli. Magari, i poliziotti globali di domani saranno cinesi o indiani. Mammamia, l'ipotesi è terrificante solo a pensarla... ;-) Mthrandir
alle 12:39
eugenio
Io mi domando solo che fine ha fatto l'ottimismo che il rapporto mostrava nel 2004... Ve lo ricordate? Sembrava che il pianeta cominciasse a riprendersi. Solo per un anno pero'. Mah
Cmq ero passato per segnalarvi questa iniziativa per sostenere le proposte di Grillo sull'energia. Spero vi possa interessare
http://www.ecoblog.it/post/914/beppe-energy-il-bottone