Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Due celebri medici americani propongono di creare un mercato legale degli organi umani, per colmare il divario tra i donatori di organi (pochi) ed i pazienti (tanti), e al tempo stesso per combattere il boom del mercato nero internazionale.
I dottori Eli Friedman dell'Università of New York ed Amy Friedman della Yale University ritengono che gli individui debbano essere liberi di fare quel che credono col loro corpo, anche venderne qualche pezzo col rischio di non uscirne vivi. Un rene, ad esempio, potrebbe costare 40'000 dollari su questo ipotetico mercato, regolamentato e controllato dallo Stato.
Secondo un rapporto del Consiglio d'Europa, nell'Europa dell'est un rene al mercato nero costa sui 2'500 dollari.
I trafficanti poi riescono a venderlo anche a piu' di 150'000 dollari. Attualmente ci sono 40'000 pazienti nelle liste d'attesa dei Paesi dell'Europa occidentale e un numero stimato tra il 15% ed il 30% di essi è destinato a morire per la carenza di donatori.
In Italia, la Legge numero 91 del 1999 ha istituito il principio del silenzio assenso: dopo il decesso, tutti gli italiani sono donatori, a meno che non abbiano dichiarato la propria volontà contraria.
Dopo l'entrata in vigore della legge, le donazioni d'organi in Italia sono triplicate, ma ciononostante ci sono al momento oltre 10'200 persone in lista d'attesa.
La proposta dei medici americani spingerebbe chi si trova in condizioni economiche precarie a barattare un pezzo del proprio corpo per una somma di denaro.
Alcune di quelle 10'200 persone in lista d'attesa potrebbero usufruire dell'agognato trapianto. Altri, donatori per disperazione economica, vedrebbero compromessa per sempre la loro integrità fisica.
Davvero vogliamo costruire una società in cui anche gli organi umani si comprano e vendono al mercato, per giunta col beneplacito dello Stato?