Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
<p><p><p><p><p>"Duce Duce Duce!" e la frustrazione dei centri sociali</p></p></p></p></p>
Sabato per Milano è stata una giornata nera, con un mattino di violenze ed un pomeriggio di vergogna.
Al mattino, alcune centinaia di estremisti, sbandati dei centri sociali e anarchici, hanno messo a ferro e fuoco alcune strade della città, al pomeriggio estremisti nostalgici dell'estrema destra "dura e pura", hanno sfilato in nome di quel fascismo che ha scritto le pagine piu' vergognose della storia d'Italia.
Il rapporto tra centri sociali anarchici dell'estrema sinistra extraparlamentare e gruppi neofascisti è un rapporto di quotidiano scontro, anche fisico, che ha costellato la cronaca degli ultimi anni. Non solo nelle strade, magari lontano dalle telecamente, ma anche in non poche Università.
Negli ultimi anni i neoascisti hanno alzato il tiro: il 16 marzo 2003 alcuni gruppi assaltarono un centro sociale uccidendo il giovane Davide Cesare, nel 2004 altro assalto neonazista ad una birreria nella zona dei navigli con quattro ragazzi dei centri sociali accoltellati.
Gli anarchici erano reduci dall'onta olimpica. Nonostante le pressioni
degli altri gruppi europei, dopo l'inizio dei giochi di Torino si erano
ritirati dalla scena.
Dovevano dare un segnale della loro presenza e
non potevano sopportare che i nemici di tante battaglie potessero
marcare il territorio addirittura con una manifestazione autorizzata.
La manifestazione della Fiamma Tricolore, che ha creato non poche
inquietudini in seno alla comunità ebraica milanese era stata infatti
autorizzata. E anche sulla legittimità di queste manifestazioni, forse sarebbe il caso di riflettere ed interrogarsi.
E cosi' gli opposti estremismi si sono presentati all'appuntamento con stati d'animo diversi. Frustrati, inquieti, desiderosi di rivalsa gli anarchici, piu' sereni, forti di una nuova legittimità i neofascisti.
La mentalità dominante tra questi gruppi che spesso vivono in un mondo tutto loro, del tutto avulso dalla realtà, è quella dell' esclusione sociale, della lotta violenta, della sfida continua.
Accoltellare il nemico è motivo d'onore. Vivono fuori dal tempo e fuori dalla storia.

Una politica degna di questo nome dovrebbe relegare questo tipo di estremismi al di fuori del contesto della competizione democratica.
Con una sana conventio ad excludendum. Ma ogni voto è ambito.
Ed ecco le ambiguità, le strane alleanze, il corteggiamento fino addirittura alle candidature.
Per non parlare delle contraddizioni. Non è mai ben chiaro quali rapporti ci siano tra queste formazioni ed i partiti rappresentati in Parlamento.
Se, con riferimento alle violenze del mattino, è arrivata l'unanime condanna del centrosinistra (incluso il disobbediente Caruso), come dimenticare la presenza in passato di eletti locali di Rifondazione Comunista in manifestazioni di protesta poi sfociate in atti di illegalità (dalle violenze alle cose alla spesa proletaria)?
Incredibilmente ambigua anche la situazione in rapporto ai neofascisti. Da un lato, l'estrema destra ha ricevuto cittadinanza politica nelle liste della Casa delle libertà. Dall'altro, l'obiettivo preferito dei neofascisti sembra essere Gianfranco Fini (con lo slogan "Fini boia" ripetuto fino alla noia).
Questo sabato di violenze materiali e verbali non ha fatto male solo a Milano, ma a tutta la politica italiana. Il dibattito politico si è allontanato dai problemi reali del Paese, per lasciare spazio alle solite inutili strumentalizzazioni elettoralistiche.
Siamo nel 2006, e ancora si lascia spazio alla querelle fascismi-comunismi...
Come se non avessimo cose serie di cui occuparci.
Milano: Indagati organizzatori del corteo della Fiamma Tricolore
Domenica, 19 marzo
Ci sono gia' alcuni indagati in un' inchiesta aperta dalla Procura di Milano sulla manifestazione della Fiamma Tricolore di sabato 11 marzo.Le indagini ipotizzano il reato di manifestazione fascista . Saranno dunque condotti accertamenti su tutti gli organizzatori della manifestazione del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore e contro la quale sabato scorso, prima dello svolgimento, c'era una contromanifestazione non autorizzata dei centri sociali culminata nei disordini in corso Buenos Aires.
La procura della Repubblica di Milano ha aperto un fascicolo di indagine sul corteo della "Fiamma Tricolore" del pomeriggio dell'11 marzo scorso, quello che una parte dei centri sociali intendeva contestare con la manifestazione non autorizzata sfociata nella mattinata dello stesso giorno in scontri con le forze di polizia in corso Buenos Aires. La notizia relativa alla decisione di aprire l'inchiesta è stata data dal procuratore aggiunto Armando Spataro. Secondo la procura di Milano sarebbe stata violata la legge Scelba del 1952 che vieta le "manifestazioni fasciste".
Nel corso del corteo di Fiamma Tricolore svoltosi senza incidenti molti partecipanti avevano inneggiato al "Duce", sfilando con simboli del ventennio e croci uncinate
CHE DIRE....ERA ORA!!!
SALUTI SOSTENIBILI,
RESPECT!!!
GUERRILLA RADIO
L’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 23 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), anche detta “Legge Scelba”, che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque “fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità” di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque “pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.
La “riorganizzazione del disciolto partito fascista”, già oggetto della XII disposizione transitoria della costituzione italiana, si intende (ai sensi dell’art. 1 della citata legge) riconosciuta “quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.”
La legge prevede per il delitto di apologia sanzioni reclusive, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti.
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1286
Mi pare che gli scontri siano stati al mattino tra anarchici/autonomi e forze di polizia (impeccabili a quanto mi pare di poter dire).
Tu dici che ogni tanto si deve parlare delle teorie politiche. D'accordo. Ma ogni tanto, mica sempre!
Si può esecrare fin quando si vuole l'estremismo di destra e il neofascismo, però in questo caso sono solo vittime. Svolgevano una manifestazione democratica legittimamente autorizzata (e sono convinto che finchè si mantiene in binari democratici vadano autorizzate, la conventio ad excludendo porterebbe solo ad una radicalizzazione del conflitto) e sono stati barbaramente aggrediti da gente incivile e più intollerante forse di loro.
E una legittimazione indiretta la stanno trovando anche queste forze no global, anarchiche ecc: non direttamente come movimento politico, ma con una compiacente accoglienza, anche nelle liste elettorali (e talvolta pure partecipazione) di Rifondazione Comunista.
Last, nobilissimo occuparsi dei problemi reali del paese, per cui ognuno ha una ricetta magica e vede in modo diverso, ma non ritengo negativo che ogni tanto si parli di ideologie, concezioni, modalità di pensiero e di comportamento. Se si evitasse di estremizzare sempre, sarebbe certo meglio.
alle 21:56
Rosario Mastrosimone
Grazie per il commento, l'approfondimento giuridico e l'aggiornamento sull'apertura di un'inchiesta.