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Elezioni 2006: la Rosa nel Pugno rivendica 4-5 senatori
La Rosa nel Pugno ha presentato ricorso presso le Corti d'Appello contro la sua esclusione al Senato annunciata dal Ministero dell'Interno. Questa la motivazione:
"Come
è noto la Rosa ha ottenuto 18 deputati ma, all'incirca con la stessa
percentuale di voti, nessun senatore. Ciò è avvenuto perché la lista è
stata esclusa dal computo per la ripartizione dei seggi in tutte le
regioni dove non abbia raggiunto il 3%. Tuttavia, la legge stabilisce
lo sbarramento nel comma che si riferisce alla situazione delle regioni
in cui la coalizione vincente abbia superato il 55% dei seggi. Nessun
sbarramento la legge stabilisce per le situazioni in cui la coalizione
vincente abbia superato il 50% e ottenuto in tal modo il premio di
maggioranza tale da raggiungere il 55% dei seggi. In questi casi, il
comma della legge, al contrario, dispone semplicemente la ripartizione
proporzionale tra le liste. Pertanto, è assolutamente arbitraria
l'esclusione della Rosa nel Pugno e di altre liste che si trovino nelle
sue stesse condizioni".
Con una corretta applicazione della legge,
secondo la Rosa nel Pugno, le sue liste otterrebbero, "sulla base di un
primo calcolo, tra i quattro e i cinque senatori". Insomma, "lo
sbarramento che esclude la Rosa è stato esteso dal ministero con
un'interpretazione forzata a situazioni in cui nulla di simile è
esplicitamente previsto dalle norme. Basta leggere attentamente tutti i
commi e applicarli, come è doveroso, alla lettera. Per la verità, sino
a questo momento, l'esclusione della Rosa è stata preannunciata dalla
ripartizione dei seggi resa pubblica dal solo ministero e priva di un
valore giuridico. Si può pertanto confidare che un'analisi non
superficiale del testo di legge porti, in sede di Corti d'Appello, ad
una corretta decisione: decisione che allo stato dei fatti non è stata
ancora assunta". (via RadioRadicale)
Il testo della legge puo' essere trovato QUI (PDF). Se la leggete con attenzione, noterete (articolo 17) che la legge è esaustiva per la ripartizione dei seggi nel caso in cui la coalizione vincente sul piano regionale abbia superato il 55% (paragrafi 2 e 3) e prevede espressamente per questa ipotesi lo sbarramento del 3%. Invece nel caso in cui la coalizione vincente abbia ottenuto meno del 55% (paragrafo 4) ed occorra attribuire il premio di maggioranza regionale, non è prevista nessuna disposizione particolare per la ripartizione dei seggi. Con la conseguenza che risulta applicabile il paragrafo 6 dell'articolo 17 che dispone la ripartizione proporzionale dei seggi senza alcuna soglia di sbarramento. E' verosimile che la maggioranza di centrodestra che ha scritto la legge intendesse anche per questa ipotesi prevedere la soglia di sbarramento, ma per un clamoroso errore di tecnica legislativa non l'ha fatto.
In altre parole, la Rosa del pugno sembra proprio aver ragione.
A quanto pare si.
Quindi in soldoni: potrebbe cambiare il ripartimento interno e non la differenza tra le due coalizioni.
Lo stesso può far aumentare anche i senatori dell'Italia dei Valori ad esempio? Non ho studiato i risultati regione per regione, e sarei curioso di sapere i possibili cambiamenti per entrambi gli schieramenti.
Dalla quota Unione
Riguarda tutte le liste che sono collegate ad una coalizione che in una certa regione ha conseguito la maggioranza dei consensi senza tuttavia raggiungere il 55%. In questi casi scatta il premio di maggioranza regionale e si rientra nell'ambito di applicazione del paragrafo 4 che non fa mnzione di soglie di sbarramento, con conseguente applicazione dei criteri di ripartizione proporzionale di cui al paragrafo 6. Parlo sempre dell'articolo 17.
alle 21:16
EmmeBi61
Ho fatto il trackback di un post che ho appena inserito nello speciale elezioni dove ho simulato l'effetto totale dell'eventuale accoglimento del ricorso. Lo trovate qui: http://specialelezioni2006.blogosfere.it/2006/04/se_venisse_acco.html