L'oro nero del Delta del Niger
Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 01:00 in Crisi e conflitti, Energia
La Nigeria produce circa 2'000'000 di barili di petrolio al giorno, pari al 3% della produzione mondiale. L'80% del petrolio nigeriano proviene dalla regione del Delta del Niger, dove le continue tensioni politiche ed etniche causano una minor produzione di 550'000 barili al giorno.
In altre parole, la crisi del Delta del Niger ha già ridotto del 25% la produzione petrolifera nazionale.
Questa regione, situata nella parte meridionale della Federazione nigeriana, ricchissima di petrolio, è oggi una delle zone piu' povere di tutta la Nigeria.
Non è sempre stato cosi'...Un tempo, quando l'oro nero ancora non era stato scoperto, questa regione poteva vantare un'agricoltura florida ed un ecosistema ricco e variegato.
Scoperto il petrolio, nel miraggio di un rapido e facile arricchimento, il governo ha favorito, se non promosso, scavi, installazioni ed infrastrutture che hanno rapidamente devastato il territorio della regione. Nel giro di 40 anni, nonostante le proteste di parte delle popolazioni locali, abituate a vivere di agricoltura, il paesaggio è stato completamento manipolato, i suoli impoveriti, l'ambiente degradato.
Le compagnie petrolifere, col sostegno dei governi che si sono succeduti, hanno preso di fatto il controllo di tutta l'economia della regione.
Molti locali speravano che l'avvento di questo nuovo assetto economico potesse portare grandi benefici anche a loro. Vana illusione, perché le compagnie si sono portate dietro anche gran parte della manodopera. E cosi', per i pochi posti di lavoro ancora disponibile, non di rado i vari gruppi etnici si sono scontrati tra loro, pagandone un alto prezzo in vite umane.
Il Delta del Niger è cosi' terra di paradossi: produce quasi il 3% del petrolio mondiale, ma nelle abitazioni manca l'elettricità; una miriade di industrie petrolifere vi si sono installate e il tasso di disoccupazione è tra i piu' alti del Paese. Diverse famiglie sono riuscite a far studiare i figli all'Università, a prezzo di enormi sacrifici, ma per loro non c'è posto presso le compagnie petrolifere.
Le popolazioni locali, soprattutto i piu' giovani, reclamavano una
parte dei profitti del petrolio, finora ad appannaggio soprattutto del
governo centrale dell'autoritario Obasanjo e delle compagnie
petrolifere occidentali. Le proteste si sono intensificate, e piu' il
governo le reprimeva nel sangue, piu' lo scontro si radicalizzava.
La svolta che ha portato ad una ulteriore drammatizzazione della crisi, puo' forse farsi risalire al 1995. Quell'anno lo scrittore Ken Saro-Wiwa, leader del gruppo etnico Ogoni, era stata giustiziato, con la complicità, secondo la ONG locale ERA, dei dirigenti locali della Shell.
Periodicamente, il governo centrale promuove incontri tra le parti che si risolvono in nuove promesse alle popolazioni locali, promesse che sono poi sistematicamente dimenticate.
Cosi' è nato, si è sviluppato e rafforzato il Movimento per
l'indipendenza del Delta del Niger, e con esso tanti piccoli movimenti,
piu' o meno simili a vere e proprie milizie locali, pesantemente armate. Oggi, il Delta del Niger è una polveriera,
una terra senza legge, dove si fronteggiano costantemente milizie
locali, truppe governative e schiere di guardie private delle compagnie
petrolifere.
Non si contano gli attentati agli impianti petroliferi ed i rapimenti di dipendenti presso le industrie multinazionali. Non si contano le minacce ed i ricatti, le rivendicazioni di pezzi di potere da parte delle milizie locali, sempre piu' inclini a conquistare per sé una fetta della torta, piuttosto che a difendere gli interessi reali della popolazione della regione.
Il Movimento per l'indipendenza del Delta del Niger ha annunciato nuovi e feroci attacchi dal prossimo 25 aprile, per protestare contro lo svolgimento, la scorsa settimana, di una serie di colloqui tra il capo del governo Obasanjo, alcuni rappresentanti locali ed esponenti dell'industria petrolifera della regione, culminati con le solite, poco credibili, promesse.
Ed in molti oggi in quella terra devastata maledicono il giorno in cui è stato scoperto il primo pozzo di petrolio.
Referenze:
Delta du Niger : l’or noir, son grand malheur, Falila Gbadamassi
Nigeria: Niger Delta Threat Raises Oil Prices, Mike Oduniyi /Onyebuchi Ezigbo
Injustice and violence haunt the oil Delta, Amnesty International
Articoli su Blogosfere:
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1. il professor €chos, Sabato 22 Aprile 2006 ore 12:13
Ciao Rosario, faccio un link di questo tuo post che trovo molto interessante sul sito http://www.elvux.biz
Ti spiace ?
Luciano
2. Rosario Mastrosimone, Sabato 22 Aprile 2006 ore 12:34
Nessun problema, anzi grazie