Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il futuro energetico è un'incognita. Tra mille opinioni, esperti, politici, attivisti si battono a colpi di numeri e rapporti.
Apprendo (via l'Ecoblog) che Mountainwilderness, ONG internazionale che si batte per la conservazione degli ambienti di montagna, ha deciso di schierarsi contro l'eolico.
Il motivo? "I piloni dei mulini eolici" sarebbero brutti.
"Rifiutiamo i mostruosi mulini a vento dell'eolico. [..] Lo so bene, abbiamo predicato per decenni la necessità di favorire le fonti di energia alternative. E ora ci imbarazza, anche di fronte ai giudizi dell'opininione pubblica, fare marcia indietro su una di tali tecnologie".
La notizia è piuttosto datata, risale all'autunno 2005. Mountainwilderness non è sola. Sono nati anche comitati provinciali contro l'eolico, mentre già nel 2001, contro l'eolico si era espressa la Coldiretti.
Contro l'eolico anche Giulio Tremonti ed il fisico Carlo Rubbia.
E dunque, no al'eolico in quanto brutto? E le autostrade, i cavalcavia? Gli obbrobri architettonici che infestano le nostre città? Le sterminate (e a volte inutilizzate) praterie di cemento che occupano le aree urbane?
Se dovessimo eliminare tutto cio' che nuoce al nostro senso estetico, finiremmo col rimuovere il 99% delle infrastrutture create dall'uomo.
Forse allora sarebbe il caso di valutare a 360 gradi il rapporto tra costi e benefici di ogni tipologia di infrastruttura. Possiamo vivere senza energia? Abbiamo altre opzioni energetiche in grado di rendere inutile l'eolico? Solo se la risposta ad entrambe le domande è negative, potremo allora legittimamente scartare l'eolico, perché "brutto".
@Demetrio: "l'investimento sembrerebbe non conveniente se non si tiene conto dell'abbassamento di emissioni ed inquinamento e delle ridotte spese di manutenzione che possono garantire gli impianti eolici".
Il punto è sempre quello, alla fine. Non si puo' non tener conto di tutti i costi. Altrimenti continueremo a sbattere contro un muro.
beh quello mi sembrava ovvio :-) (da leggere questo articolo ed anke il commento in fondo..quello lungo..x intenderci http://urlin.it/bf4 ) ..xò anke lo stato ha la sua colpa: la germania con il solare è un esempio e credo sia il più grosso controsenso.
Il conto energia già ha visto ridotti gli incentivi xkè ha avuto un successo elevato ed inaspettato.
Kiaro ke nn si potrà andare avanti a forza di incentivi, è impensabile.
Invece sembra ke a parma siano riusciti a produrre dei panneli fotovoltaici a costi bassi e ke li stiano mettendo in produzione: 0.8 euro/W prodotto (nel picco) contro i 3-4 euro del silicio policristallino (fonte: nòva di giovedì 27 aprile; inserto del sole 24 ore)
quindi le colpe sono un po' da una parte, un po' dall'altra e come sempre c'è la questione della scarsità dei controlli ke permettono alle aziende di mangiarci sopra..oppure liberiamo il mercato x creare della vera concorrenza (così è contento pure demetrio) :-)
saluti
Si Luca sono d'accordo con te... meno che sulla volontà politica.. perchè secondo me il problema è legato alla non volontà di imprese come Enel, ACEA, AEM, Hera di investire sull'energia eolica e solare, ma di sfruttare il costante aumento del prezzo dei combustibili per "ingrassare" i loro bilanci con notevoli utili.
il fatto credo sia anke un altro: un conto è se abbiamo una situazione già degradata, in cui esistono già strade e la naturalità è stata già compreomessa..diverso è se su una zona nn interessata da costruzioni o altro si vuole progettare un impianto.
In quest'ultimo caso bisogna dire ke effettivamente nn tanto l'eolico di x se, quanto il contesto di infrastrutture e strade x raggiungere l'impianto e x mantenerlo possono deturpare il paesaggio.
Come al solito bisognerebbe conoscere la situazione..evitando le zone nn compromesse (possibilmente)..ma se le stesse zone hanno funivie o infrastrutture di vario genere il problema nn credo sussista.
Il problema italia sta nella volontà politica ke finora nn ha fatto nulla (o poco) x rimediare alla carenza di energia cronica ke abbiamo..salvo poi voler puntare al nucleare come fosse la panacea a tutto.
L'eolico offshore ha come limiti la necessità di fondali bassi (presenti nell'adriatico) e di vento costante e di una certa intensità (questo nn è sempre vero nell'adriatico).
X quello ke riguarda l'energia sembra ke la svolta sia la microgenerazione e lo sharing: ognuno ha il suo piccolo impianto di eolico e solare..così usa l'energia ke produce ed il resto va messo in rete..questo sembra essre x molti la strada..bah..vedremo :-)
saluti
L'eolico è un'ottima soluzione purtroppo ha un grosso impatto ambientale non solo estetico ma anche acustico. In paesi come la Francia e la Spagna, poco densamente abitati, l'eolico è una soluzione adottata in zone disabitate.
In Italia sarebbe meglio utilizzare "isole eoliche" al largo nel mare, ma in questo caso l'investimento sembrerebbe non conveniente se non si tiene conto dell'abbassamento di emissioni ed inquinamento e delle ridotte spese di manutenzione che possono garantire gli impianti eolici.
Endesa Italia sta investendo in eolico....Enel....no...
@Marco
Grazie della segnalazione
@Marco (Uio)
Direi di si, falso. Il rendimento è variabile, come per il fotovoltaico.
Io dell'eolico leggevo che fosse sconveniente perchè poco redditizio, in sostanza, oltre che brutto, ecc ecc. Falso?
ho perso il tuo email, ross. quindi ti segnalo qui il mio ultimo post: "Il carbone al posto del petrolio", http://ilcentrosinistradeigiovani.blogosfere.it/2006/05/il_carbone_al_p.html
anche i campi concimati sono brutti... dobbiamo boicottare i prodotti biologici?
alle 22:29
Rosario Mastrosimone
@Luca, D'accordo anche io. Credo valga per qualsiasi nuova opera, piccola o grande che sia. Il "se farla" non puo' prescindere dalla valutazione sul "come e dove".