Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Ieri, quel brutto pasticcio della Grosse Koalition tedesca ha partorito un provvedimento che irriterà gli italici tifosi di Angela Merkel e farà sorridere la nostrana sinistra. La Grosse Koalition ha infatti disposto quella che gran parte della stampa europea ha definito (impropriamente) come una nuova tassa sui ricchi e che altro non è che l'innalzamento di 3 punti percentuali dell'aliquota d'imposta sulle persone fisiche. Dal 2007 i singoli che dichiareranno oltre 250'000 euro di reddito, dovranno pagarci il 45% d'imposte, per le coppie la soglia è stata fissata a 500'000 euro.
Nella vignetta, tratta dal sito dei giovani liberali tedeschi:
- testo in alto: "La grande coalizione c'è quando..."; testo in basso: "...non si va in nessuna direzione"
La misura, che era già genericamente indicata nel programma di Grosse Koalition di novembre, implica un deciso cambiamento di rotta rispetto alle politiche fiscali del governo rosso-verde di Schroeder che aveva invece ridotto l'aliquota massima dal 51% al 42%,
Uniche voci di dissenso nel panorama politico tedesco quelle dei Liberali e dei Verdi.
Per i primi si tratta di un segnale sbagliato ai consumatori ed alle
imprese, mentre i Verdi, sulla stessa lunghezza d'onda dei Liberali,
accusano il governo di eccessiva pressione fiscale sui cittadini.
In Italia, le prime reazioni arrivano dalla DS Giovanna Melandri che afferma che il prossimo governo di centrosinistra non ha "nessuna intenzione di alzare le aliquote dell'imposizione sui redditi", poiché esse "sono già abbastanza alte".
Inutile sottolineare che se una iniziativa come quella tedesca fosse stata proposta dal centrosinistra in Italia, subito i leader del centrodestra si sarebbero affannati a parlare di iniziativa "illiberale", "statalista", "di stampo comunista". L'iniziativa arriva pero' col beneplacito della loro beniamina Angela Merkel, che l'aveva condivisa a novembre, cambiando idea il mese scorso e ricambiandola all'inizio di questa settimana... ed ecco quindi spiegato il loro assordante silenzio.
In Europa, anche in un Paese piuttosto avanzato nelle politiche ambientali, si continua purtroppo a tartassare il lavoro, anziché spostare l'imposizione sui consumi di risorse non rinnovabili, sui beni con forte impatto ambientale e sull'inquinamento.
alle 14:54
MarcoCavicchioli
a questo servono le grandi coalizioni: a dare un colpo al cerchio, ed uno alla botte. senza che nè il cerchio, nè la botte, si muovano di un millimetro!