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Liberia: con la naturalezza delle cose "normali"

Lunedì 8 Maggio 2006, 18:02 in Crisi dimenticate, Diritti umani, Notizie dal mondo di
Liberia: abusi sessuali su bambine nei campi profughi

Liberia Negli ultimi 20 anni la Liberia è stata stravolta da guerre civili ed esodi di massa. Nell'inferno liberiano, i bambini, anziché andare a scuola, erano arruolati nelle milizie, dotati di fucili e mandati ad uccidere e farsi uccidere.
Atrocità, stupri, sevizie, torture erano all'ordine del giorno. La guerra ha provocato 250'000 morti, mentre oltre un milione di persone hanno dovuto lasciare per sempre le loro case.

Finita la guerra, lo sfruttamento dei minori è proseguito. Nelle piccole comunità e soprattutto nei campi profughi, i sopravvissuti dipendono in larga misura dall'ONU e dalle ONG per il soddisfacimento delle loro primarie esigenze vitali.

E qui emerge un dramma nel dramma, una situazione sconcertante oggi denunciata dall'autorevole  Save the Childreen. Se il cibo non basta, se occorrono strumenti agricoli che occorre pagare, i sopravvissuti devono trovare il modo per guadagnarsi i pochi soldi necessari.

Anche i bambini, che in Liberia non fanno piu' i bambini da 15 anni, devono aiutare la famiglia a far fronte a questi bisogni. Percio', molti di loro, fin da quando hanno 5-6 anni, svolgono piccoli lavoretti, vendono qualche prodotto, aiutano nella pesca, rubacchiano qua e là.
In una situazione cosi' devastata, il dramma non è tanto il lavoro minorile, ma piuttosto il fenomeno del sesso a pagamento, quando riguarda bambini e soprattutto le bambine che, secondo lo studio di Save The Childreen, si offrono a uomini maturi ansiosi di soddisfare i loro piu' perversi desideri.
Ne è nato un vero e proprio business, per certi versi simile a quanto accade in Paesi come Thailandia e Cambogia. Piccoli club e discoteche, pieni di uomini maturi e bambine in vendita.
Il fenomeno riguarda soprattutto le bambine dagli 8 anni in su.

Le cause dirette di questa sconcertante situazione, sono rintracciate nell'estrema povertà di molte zone del Paese, ma lasciano sgomenti le parole di troppe di queste bambine che affermano di aver iniziato a prostituirsi perché sospinte da coetanee "piu' esperte" o dai familiari, o perché volevano avere anche loro il telefono cellulare che l'amichetta aveva ricevuto in dono da un qualche depravato o acquistato coi proventi della vendita del proprio corpo.

Lo studio dice anche che la prostitutione delle bambine è molto piu' diffusa di quella delle donne adulte, perché "costano poco",  "a volte nulla".

Save The Children traccia anche un profilo dei depravati che abusano di queste bambine: uomini tra i 30 e i 60 anni, con qualche soldo in tasca o con uno "status elevato", che vivono o lavorano all'interno dei campi, o nelle loro vicinanze. Tra essi uomini d'affari, soldati di forze di Peace Keeping, operatori umanitari, inclusi volontari delle ONG, ufficiali e funzionari governativi, soldati liberiani, poliziotti, insegnanti, ex combattenti, in cambio di denaro, cibo, beni di prima necessità, al posto pagamento di tasse scolastiche o per poter superare gli esami scolastici, per avere vestiti, bottigliette di profumo, telefonini, una bottiglia di birra o anche solo la possibilità di vedere un film.

E tutto cio' accade in un clima irreale, nel quale i comportamenti piu' infami avvengono alla luce del giorno, con la naturalezza delle cose normali.

Il rapporto integrale puo' essere consultato QUI.

Tags: Liberia, savethechildren, bambini, diritti, abusi

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