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Nascita dello Stato di Israele

Venerdì 28 Luglio 2006, 18:27 in Storia di
Nascita dello Stato di Israele

Ogni giorno, rimbalzano notizie riguardanti Israele, i suoi nemici, le sue paure, le contese territoriali.

E allora, forse è il caso di fare un passo indietro nella storia, per ricordarci come nasce il moderno Stato di Israele.

Oggi, quando si parla dell'antisemitismo del '900, il pensiero corre al nazifascismo, magari allo stalinismo, ma in pochi vogliono ricordare l'antisemitismo in Paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia. Gli ebrei sono un popolo storicamente perseguitato, già prima dell'olocausto nazista.
Per secoli, sono stati considerati un po' ovunque come cittadini con minori diritti.

In alcuni Stati, il passato antisemita è stato rimosso dalla memoria storica e dalla coscienza collettiva.

Gli inglesi, nel 1922, avevano ricevuto mandato dalla Società delle Nazioni per coordinare l'insediamento di una "casa per gli ebrei" in Palestina, terra all'epoca sotto il dominio della corona britannica.

All'epoca, gli ebrei in Palestina erano meno di duecento mila, organizzati in un insediamento denominato Yshuv, gli altri vivevano tra i Paesi arabi, negli Stati Uniti e in Europa. Già allora gli scontri con gli arabi erano frequenti, tanto che i movimenti ebraici nel mondo raccolsero fondi per l'organizzazione di una difesa della piccola striscia di terra dello Yshuv.

Da un lato dunque, gli ebrei cercavano di trasformare il sogno di uno Stato in realtà, forti del consenso della Società delle Nazioni, dall'altro, le popolazioni arabe osteggiavano apertamente il progetto, compiendo incursioni nelle comunità ebraiche insediate in Palestina.
A quel tempo, in Europa, i nazisti segregavano gli ebrei nei campi di sterminio, chi poteva fuggiva e cercava di raggiungere la Palestina.

Gli inglesi, che avrebbero dovuto guidare questo processo di costruzione dello Stato d' Israele, mostravano un atteggiamento ambiguo: nonostante l'impegno assunto nel 1922 a livello internazionale, condussero a lungo una politica interna discriminatoria verso gli ebrei. In Gran Bretagna, nel 1939 il governo limito' fortemente l'immigrazione degli ebrei e rese di fatto loro impossibile acquistare una casa o un terreno sul suolo britannico.

Durante la guerra, durante il genocidio degli ebrei, molte e gravi furono le complicità di istituzioni private, banche e governi dei Paesi alleati. In particolare, il rapporto tra le banche dei Paesi alleati e il regime nazista costituisce una delle pagine piu' oscure della storia del '900, su cui solo recentemente si è aperto qualche spiraglio di verità.

Mentre la Germania nazista organizzava la sistematica eliminazione degli ebrei nei campi di concentramento, l'Italia fascista promulgava le leggi razziali e organizzava treni di ebrei per la Germania.

L'antisemitismo cresceva in tutta Europa, soprattutto attraverso la coltivazione di tutta una serie di miti negativi, sviluppatisi fortemente negli ambienti cristiani, e soprattutto cattolici.
Ebrei accusati di aver ucciso Gesu', ma anche avidi usurai, promotori di complessi complotti planetari, dediti a riti demoniaci. E politicamente marchiati, come necessariamente comunisti o socialisti (per le origini di Marx e Lenin) sia in Germania, sia in Italia, anche se nella penisola non puo' dimenticarsi che alcuni ebrei furono inizialmente convinti fascisti.

Finita la guerra, clamoroso fu il caso della Exodus 47, una nave che nel 1947 trasportava in Palestina circa 5000 ebrei scampati ai campi di sterminio nazisti. La nave, arrivata sulle coste di Palestina, fu respinta dall'esercito inglese e ricacciata in mare, rimandata sotto scorta fino ad Amburgo, nella parte della Germania controllata dagli inglesi.

Gli storici imputano a quell'episodio la scintilla che porto' alla ribellione degli insediamenti ebraici contro la Corona britannica. Inizio' cosi' la guerra d'indipendenza contro la Gran Bretagna, condotta da alcuni distinti gruppi di combattenti ebrei che sconfissero le truppe inglesi e portarono alla nascita dello Stato d'Israele il 14 maggio 1948.

Nel 1948, l'eccidio degli ebrei prosegui' nei gulag di Stalin, la cui storia è ancor oggi controversa ed in parte avvolta nel mistero. A fronte dei 6 milioni di ebrei sterminati da Hitler, è ignoto il numero di ebrei morti nei gulag sovietici fino al decesso di Stalin nel marzo 1953.

Nel 1950 Israele approvo' la "legge del ritorno" che consentiva ad ogni ebreo di raggiungere Israele ed acquisirne la cittadinanza. All'epoca, la popolazione di Israele era di sole 750'000 persone. Un anno dopo erano già un milione e mezzo.

Oggi, gli israeliani sono quasi 7 milioni. In questi 60 anni, Israele ha dovuto combattere quasi quotidianamente con gruppi armati dai Paesi arabi vicini, prima dall'Egitto, poi dalla Siria e dall'Iran, passando per la guerra dei 6 giorni.

I pregiudizi anti-ebraici sono ancora attuali e profondamente diffusi nelle società europee, ma hanno assunto connotazioni relativamente morbide e raramente si manifestano in atti violenti o discriminatori. Per contro nelle società arabe, anche per le citate ragioni storiche, l'antisemitismo si è notevolmente accentuato.

Una delle accuse piu' velenose che gli antisemiti mediorientali lanciano all'Europa è quella di "essersi sbarazzata degli ebrei" confinandoli nello Stato di Israele. E' probabile che ci sia un fondo di verità anche in questa scomoda affermazione.

Una delle conseguenze del diffuso (e senz'altro giustificato) senso di colpa dell'occidente verso il popolo ebraico, è oggi l'indulgenza con cui una fetta dell'occidente valuta le violazioni del diritto internazionale da parte dello Stato d'Israele.
Curiosamente, sono soprattutto le destre ad assumere posizioni aprioristicamente filo-israeliane, mentre le sinistre tendono all'equidistanza tra arabi e israeliani, talora strizzando l'occhiolino ai primi, in una sorta di strano capovolgimento dei ruoli rispetto alla storia dei rapporti tra comunità ebraiche e potere politico in occidente.

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4 commenti
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23 Gen 2009
alle 21:50

keddy

interessante..penso,però, ci si è dimenticati di un particolare, probabilmente una dimenticanza che tutt'ora, in 70 anni di "convivenza" israele-palestinese ha portato alla morte di milioni e milioni di morti civili, soprattutto civili nelle zone abitate da palesinesi.Perchè si continua a ignorare tutto questo, si parla e discute in continuazione di sterminio degli ebrei durante tre anni se non più anni..e se ne ignorano 70 di continui stermigni di massa, massacri ingiustizie, che tuttora persiste, portati dai nostri stati europei e americani..perchè??

3
22 Mar 2008
alle 12:06

Daniela

Interessante sarebbe raccontare la Storia da più punti di vista... dire ad esempio dove andarono ad abitare gli ebrei che arrivarono in Palestina negli anni del mandato britannico?  L'indulgenza con cui l'occidente valuta le violazioni dei diritti internazionali da parte dello stato di Israele è scandaloso. Che i sensi di colpa occidentali non accondiscendano un tale atteggiamento. Questo dovrebbe insegnarci la storia.

2
21 Mag 2007
alle 16:57

Rosario Mastrosimone

Grazie a te, anche se non mi chiamo Marco :)

1
21 Mag 2007
alle 15:55

Chicca Scarabello

Caro Marco, un ottimo articolo questo su Israele!!! Non è facile trovare in internet, e non solo, qualcuno che ha il coraggio di raccontare la storia d'Israele con verità e non con pregiudizi e menzogne. Ho inserito l'articolo nella mia mailing list su informazioni su Israele e spero che la cosa ti faccia piacere.

Grazie del buon lavoro che fai 

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