Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
L'agenzia di stampa Reuters riporta alcune delle dichiarazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciate ieri a Napoli. Napolitano ha detto che Stato e Chiesa sono chiamati a perseguire gli stessi "valori di moralità e di eticità".
Parole che si collocano in una logica di continuità con quella "comune missione educativa" auspicata dal presidente il 20 novembre scorso, in occasione del suo incontro col pontefice.
Il clima di queste ultime dichiarazioni è quello del'allarme criminalità a Napoli, con l'idea di fondo della necessità di un'ampia mobilitazione per la legalità. Ma la portata delle parole sembra andare oltre l'impegno contro la camorra, tanto che lo stesso Napolitano cita l'etica del lavoro e della solidarietà come esempi della comune missione di Stato e Chiesa.
Curiosando tra gli articoli della stampa nazionale, non ho trovato nessun rilievo, nessuna critica a quelle che a me sembrano invece parole tutt'altro che condivisibili.
La Chiesa ha un'etica, quella rivelata, che dovrebbe tendenzialmente essere fissa e immutabile nei secoli. Lo Stato non ha una propria etica, è essenzialmente una forma, una struttura che si riempie di contenuti mutevoli, come mutevoli sono le maggioranze che si alternano al suo timone. Come puo' mai esserci, in generale, comunanza di valori "etici" tra uno Stato laico e una Chiesa?