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Corsa all'Eliseo: il fattore Hulot

Giovedì 14 Dicembre 2006, 11:51 in Notizie dal mondo di

HulotMa chi è Nicolas Hulot?  Popolare animatore-giornalista del primo canale televisivo francese TF1, Hulot è un perfetto sconosciuto fuori dai confini nazionali.

Eppure, tra qualche mese potrebbe essere il successore di Chirac all'Eliseo.


Tutto nasce da un suo libro, "Il patto ecologico" ("Le pacte écologique"), pubblicato il mese scorso che ha ottenuto uno straordinario successo di vendite già nelle prime settimane.

Hulot ha accompagnato il suo libro con una lettera aperta ai candidati alle presidenziali del prossimo anno, invitati ad aderire ad un Patto per l'ambiente, sul presupposto che l'ecologia non è né di destra né di sinistra.

Il Patto è stato firmato da già oltre 323'000 cittadini francesi.
I due principali candidati all'Eliseo, la socialista Ségolène Royal e l'uomo di ferro della destra moderata, Nicolas Sarkozy, hanno annunciato la loro adesione. Già hanno firmato i rappresentanti di molti partiti, dall'Unione per la democrazia francese (UDF) all'Unione per il movimento popolare (UMP) fino ai Socialisti e ai Comunisti.

Progressivamente, la possibile candidatura di Hulot all'Eliseo è diventata un tema chiave dell'attualità politica francese.

Tra la Royal e Sarkozy è partita una curiosa gara a chi si mostra piu' vicino alle tesi espresse da Hulot. Il motivo? Hulot è troppo popolare e due sondaggi recenti devono aver messo i brividi alle principali forze partitiche francesi: secondo il celebre Barometro politico francese, l'87% dei francesi ha dichiarato di stimare Hulot, una percentuale mai avvicinata da nessun altro personaggio pubblico francese (la Royal è gradita dal 69% dei francesi, Sarkozy dal 60%). Secondo altri sondaggi diffusi questa settimana, se si votasse oggi, già il 15% de francesi sarebbero pronti a votarlo.

Hulot annuncerà se si candiderà o meno prima di Natale. Royal e Sarkozy incrociano le dita, e sperano non lo faccia.
Il fattore Hulot rischierebbe di abbattersi come un cataclisma sulla corsa all'Eliseo, anche perché il sistema, che prevede un ballottaggio nel caso in cui al primo turno nessuno superi il 50%, si presta alle grandi sorprese.
Con Hulot, i candidati all'Eliseo con qualche chance di ballottaggio diventerebbero ben 4: Royal, Sarkozy, Le Pen ed appunto Hulot. Ricordiamo come alle scorse presidenziali, la sinistra francese ando' talmente male da essere esclusa dal ballottaggio, che vide opporsi Chirac e lo xenofobo Le Pen. All'epoca Chirac aveva una certezza, con un avversario come Le Pen non avrebbe potuto non vincere.

Oggi, Sarkozy e Royal  sanno anche che se davvero si candidasse e se per caso dovesse riuscire a raggiungere il ballottaggio, Hulot diverrebbe praticamente imbattibile: contro la Royal vincerebbe grazie ai voti della destra, e contro Sarkozy  grazie a quelli della sinistra. 

C'è pero' anche chi, tra gli ambientalisti, a Hulot non risparmia critiche: dai prodotti pubblicizzati negli spot delle sue trasmissioni televisive agli enti che finanziano le attività della Fondazione Natura e Uomo da lui presieduta. 

Ma un fatto è innegabile, il fattore Hulot ha portato l'ambiente al centro del dibattito politico francese. 

I contenuti del Patto sono piuttosto espliciti ed impegnativi. Vediamoli qui di seguito.
Esso si compone di dieci obiettivi e cinque proposte.

Gli obiettivi

1. Riorientare l'economia verso modelli economici sostenibili, in particolare attraverso il sistematico riuso dei residui di produzione, il riciclaggio, la riduzione nell'uso delle materie prime, del consumo di energia e della produzione di rifiuti. 

2. Ridurre di tre quarti le emissioni di gas ad effetto serra della Francia, entro il 2050, attraverso una massiccia riduzione del ricorso a petrolio, gas e carbone.

3. Riorientare l'agricoltura verso modelli produttivi rispettosi del'ambiente, agevolando in particolare le produzioni biologiche.

4. Contenere l'estensione dei centri urbani, fermando l'erosioni degli spazi rurali e naturali, attraverso una pianificazione territoriale che riavvicini zone abitative, commerciali ed industriali.

5. Ridurre drasticamente la domanda di mobilità inquinante (automobili, camion, aerei) favorendo la mobilità collettiva pubblica e privata, quella ciclabile e quella pedonale.

6. Fare emergere il costo ambientale reale delle attività umane attraverso la fiscalità, sopprimendo le sovvenzioni pubbliche alle attività dannose per l'ambiente e riorientando il bilancio pubblico verso lo sviluppo sostenibile.

7. Proteggere la biodiversità

8. Valutare il peso del degrado ambientale sui costi della salute, in particolare adottando politiche di prevenzione in ambito alimentare, limitando l'uso di pesticidi e la diffusione degli OGM.

9. Promuovere la ricerca a favore di tecnologie coerenti con l'imperativo della sostenibilità.

10. Erigere la crisi ambientale a prima priorità della politica internazionale 

Le proposte

1. Collocare lo sviluppo sostenibile al centro dell'azione pubblica, con un vice-premier incaricato delle relative politiche.

2. Introdurre una tassa sulle emissioni di diossido di carbonio, destinata a crescere anno per anno, fino a quando le emissioni nazionali non si saranno ridotte al 25% di quelle attuali.

3. Favorire l'accesso ai mercati delle produzioni agricole biologiche, naturali, di nicchia, di qualità, valorizzando le certificazioni di prodotto e d'origine, e promuovendo una radicale riforma della Politica agricola comunitaria.

4. Sottoporre costantemente a dibattito pubblico il punto di vista dello sviluppo sostenibile in rapporto alle diverse tematiche in discussione.

5.Promuovere una grande politica nazionale di educazione all'ambiente ed allo sviluppo sostenibile. 

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15 Dic 2006
alle 11:27

rigitans

hulot, che la forza sia con te! grazie per questo post, speriamo che si candidi e li stracci tutti. potrebbe essere l inizio di una nuova era, l era ecologista.

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