Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Sono i "contributi alle fonti di energia assimilabili alle energie alternative": orribile formulazione che indica tutti i pubblici denari destinati al finanziamento di progetti energetici "poco rinnovabili", ma trattati come se fossero "vere fonti energetiche rinnovabili".
Correva l'anno 1992, quando il Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) emise una delibera (la numero 6), con la quale stabili' una maggiorazione del 6% del prezzo dell'elettricità pagato dai consumatori finali. Il ricavato avrebbe dovuto essere utilizzato per promuovere le energie rinnovabili, acquistandole dai produttori ad un prezzo superiore a quello di mercato. L'obiettivo era spingere le aziende energetiche a riorientare la loro produzione verso le energie rinnovabili, in primis, solare ed eolico.
Nella formulazione della norma, accanto all'espressione "energie rinnovabili" fu aggiunta l'estensione "o assimilate".
Cosi', come sempre accade in questo Paese, quella che poteva essere una buona cosa si è trasformata in un colossale boomerang. Sul reale significato dell'aggettivo "assimilate" e sui criteri per l'identificazione delle energie "assimilate alle rinnovabili", non è mai stata fatta chiarezza, con la conseguenza che una valanga di miliardi di euro è stata utilizzata per produzioni energetiche tutt'altro che "rinnovabili".
In materia, intervenne poi la direttiva comunitaria del 2001/77 ed il relativo decreto attuativo (D.Lgs. n°387/2003) che estese alla produzione energetica dai rifiuti anche altri benefici che la Direttiva europea indicava invece solo per le fonti rinnovabili.
I quasi 40 miliardi di fondi del CIP6 stanziati in questi anni sono cosi' serviti per il 76% a finanziare una marea di "assimilate", e solo in minima parte a promuovere le vere "energie rinnovabili" (solare, eolico, geotermico, idroelettrico), con pubblici denari che finiscono nelle casse delle solite grandi aziende, per produzioni energetiche tutto fuorché "rinnovabili".
Senza alcuna pretesa di esaustività, ricodiamo le centrali termoelettriche, le produzioni di gas e carbone da residui di raffineria, gli inceneritori coi rifiuti non biodegradabili bruciati nei termovalorizzatori. Addirittura anche la produzione di energia dal petrolio riusciva cosi' a rientrare dalla porta di servizio nel fantasmagorico concetto di "assimilate".
I cittadini hanno dovuto pagare in bolletta mediamente 60 euro l'anno in piu' e naturalmente le energie rinnovabili in Italia sono rimaste al punto di partenza.
Qualche giorno fa, incredibilmente, sembrava che il governo intendesse porre fine a questa assurdità con un emendamento alla Finanziaria che escludeva le "assimilate" dai contributi CIP6. Sarebbe stato un intervento doveroso che avrebbe posto fine ad uno dei meccanismi che maggiormente sfavoriscono oggi solare ed eolico in Italia. Cifre consistenti, finalmente sarebbero andate a finanziare le energie rinnovabili, rendendo la Finanziaria 2007 un po' meno brutta ed un po' meno indigesta. Gli emendamenti presentati da Loredana De Petris (Verdi) e Tommaso Sodano (Rifondazione Comunista) sembravano andare nella giusta direzione, e maggioranza e governo, seppur dopo qualche malinteso, li avevano condivisi.
Ma ancora una volta, al momento decisivo, è arrivata la solita brutta sorpresa.
Un po' come nel caso della "sanatoria" sugli illeciti contro la Pubblica Amministrazione, il testo del maxiemendamento risulta notevolmente diverso da quello auspicato. Vi si legge che i contributi CIP6 andranno solo ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma si precisa anche (e qui sta l'inghippo) che l'esclusione non opera con riferimento agli impianti "già autorizzati" prima dell'entrata in vigore della Legge Finanziaria (il primo gennaio 2007). Il testo concordato avrebbe dovuto essere diverso, con un "già realizzati" al posto dell'attuale "già autorizzati".
Una piccola differenza che fa un'enorme differenza, perché, come spiega la stessa senatrice De Petris, ci sono centinaia di impianti "autorizzati" ma "non realizzati" che continueranno a beneficiare di contributi che dovrebbero invece essere concessi in futuro esclusivamente alle vere fonti energetiche rinnovabili.
Ricordiamo come queste "autorizzazioni" siano di fatto promesse di finanziamento per 10-15, talora 20 anni. A carico dei cittadini di oggi, ma anche di cittadini che non sono ancora nati.
Pare si sia trattato di un "errore materiale": lo correggeranno?
Sullo stesso argomento vi segnalo:
Su Segnali Verdi di Sergio Tarsiero, lo Scandalo CIP6
Su Petrolio di Debora Billi, questo intervento dello scorso maggio di Leonardo Libero, direttore del periodico Energia dal Sole.
Ancora su Petrolio, questo articolo che lasciava sperare che finalmente il governo si fosse deciso a "risistemare" la materia.
Su Blogeko, Inceneritori e CIP6.
Ho rifiutato di pagare il cip6.
Ecco la risposta:
"Gent.le Sig.ra M.(ma che c... vuoi), nel riscontrare la sua di cui all'oggetto, Le evidenzio quanto segue. Le prestazioni patrimoniali imposte dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, tra cui rientra la componente tariffaria A3, sono state istituite allo scopo di garantire il funzionamento del sistema elettrico in condizioni di concorrenza e di assicurare la parità di trattamento verso i vari soggetti che operano nel sistema. In particolare, dette prestazioni sono costituite dalle componenti tariffarie e da altri corrispettivi unitari che devono essere applicati in relazione all’energia elettrica fornita ai clienti finali. Dette voci sono imposte dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas e hanno natura parafiscale. Ogni componente è contraddistinta da una propria specifica finalità, per la quale l'Autorità ha disposto l’istituzione di distinti Conti di gestione presso la CCSE. La componente A3 che legge sulla sua bolletta va ad alimentare il "Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate" per l'incentivazione di energia verde.
Questo Conto di gestione viene alimentato bimestralmente attraverso i versamenti che i distributori (nel suo caso Enel) effettuano alla Cassa conguaglio.
Alla luce del sistema vigente sopra delineato, è evidente che ci troviamo di fornte ad una prestazione patrimoniale imposta obbligatoriamente, per l'applicazione della quale non deve essere richiesto la prestazione di alcun consenso da parte del cliente finale.
Nella speranza di aver chiarito ogni dubbio, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Avv. Roberto Poppi
NB Mi rendo conto ora che stiamo facendo commenti su un articolo del 2006!
Attenzione a inserire con chiarezza le date, per non creare confusioni. Io mi riferisco alla Finanziaria 2008
Sto affrontando il tema energia in questi giorni. In realtà in finanziaria (mi baso sul testo pubblicato da Il Sole 24 Ore) è presente una limitazione degli incentivi agli impianti già realizzati.
"136. Ai fini della piena attuazione della direttiva 2001/77/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre
2001, con particolare riferimento all’articolo 2 della direttiva medesima, i finanziamenti e gli incentivi di cui al secondo periodo delcomma1117 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono concessi ai soli impianti realizzati e operativi."
Tuttavia c'è la scappatoia:
"137. La procedura del riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi di cui al comma1118 dell’articolo 1 della citata leggen.
296del2006,pergli impiantiautorizzati e non ancora in esercizio, e, in via prioritaria, per quelli in costruzione, è completata dal ministro dello Sviluppo Economico,sentite le Commissioni parlamentari competenti, inderogabilmente entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge."
Resta da capire che cosa sia stato stabilito dal Ministero dello Sviluppo Economico.
scusate le omisioni e gli errori ... resta il senso, spero, comprensibile del mio sfogo.
(msg n. 4 del martedì 6 maggio 2008 a firma cocò)
In questo di "ladri" autorizzati ci sono tante aziende che fanno business grazie a "roma ladrona" come dice Bossi (e io sono un terrore puro sangue). Termomeccanica di La Spezia con una serie di scatole cinesi (ove vi è di tutto e di più) gestisce il "termovalorizzatore" di Gioia Tauro-RC ... con il "termo" valorizza, per se ...e qualche amico, il denaro dei fessi calabresi. Il sig. Presidente di TME entra ed esce dalle stanze romane come se fosse i suoi appartamenti. Dove cazzo sta la magistratura ? Vi sembra che il casino di qualche mese fa -De Magistris/Mastella - era il vero problema ? no sono altri poteri e tutti, purtroppo, di sinistra (o quasi) !!!
scasate, volevo scrivere "ladri"
aveva ragione Venditti quando cantava " in questo mondo di ladei".
Se l'Italia recepisce le direttive europee e cerca in qualche modo di "aggirare gli ostacoli" con questi espedienti del tipo: < già autorizzati> al posto di < già realizzati>, sennò non si capiva che eravamo italiani!, come può il COLOSSO FRANCESE VEOLIA pretendere di avere i CIP 6 quando, probabilmente, in francia questo non sarebbe legale? ( se sono anche loro in Europa, le direttive varranno anche per loro! e quindi i contributi andranno solo alle rinnovabili (?) ).
Troppi interessi sono alla base del problema rifiuti in Campania, troppi interessi ci sono tra quanti vogliono risolvere ( oggi ) questo problema, troppi interessi ci sono in generale nel produrre energia dai rifiuti!!!!Catia
alle 03:07
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