Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Oggi il Corriere della sera pubblica un'indagine ISPO sulla collocazione politica dei cittadini italiani. Il dato è piuttosto emblematico: un 32% si colloca col centrodestra, un 32% si colloca col centrosinistra, mentre la maggioranza relativa, il 36% rifiuta la logica centrodestra-centrosinistra. Di questo 36%, oltre i due terzi, semplicemente, "non si collocano" da nessuna parte, mentre poco meno di un terzo dichiara di riconoscersi in un centro distaccato dai poli.
Detto altrimenti, piu' di due terzi dei cittadini non si riconoscono né in Prodi e nel centrosinistra, né in Berlusconi e nel centrodestra. Chiunque prevalga nel balletto dell'alternanza, costituisce sempre un governo di minoranza.
I dati del sondaggio non devono stupire, giacché confermati da similari indagini del passato. Due terzi degli italiani sono sempre all'opposizione.
Per Mannheimer, il sondaggio evidenzierebbe che "il mercato potenziale del centro comprende dunque in teoria circa un terzo dell'elettorato". Tuttavia, occorre rilevare come in realtà, oltre i due terzi di questo 36% di "non schierati", si dichiari "non collocato" e non "di centro". Perché non solo la logica centrodestra-centrosinistra pare inadeguata, ma anche la categoria del "centro" è inidonea a incatenare in rigidi schemi concettuali la moltitudine ed eterogeneità delle diverse possibili filosofie politiche.
Il sondaggio conferma certamente una sensazione ricorrente: l'insoddisfazione per un'offerta politica insufficiente che impone al cittadino di (non) scegliere tra due sole coalizioni.
alle 01:08
Uio
Potremmo proporre un regime dittatoriale illuminato :D