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Focus sull'Arabia Saudita

Martedì 19 Dicembre 2006, 19:24 in Diritti umani di

L'Arabia Saudita è governata dal Re e Primo Ministro ABDALLAH bin Abd al-Aziz Al Saud, il suo vice è il fratellastro SULTAN bin Abd al- Aziz Al Saud. Di principi ce ne sono anche tanti altri, anche perché i Re che si succedono amano concedersi allegri baccanali, lasciandosi dietro una moltitudine di figli.
A corte, le lotte di potere sono cosi' all'ordine del giorno.

Non esistono partiti politici, né sindacati. 

Le aperture democratiche sono minori rispetto a quelle di quasi tutti i Paesi vicini

In Arabia Saudita, l'unica esercizio vagamente democratico che si ricordi, sono state le elezioni municipali dello scorso anno, quando metà dei componenti dei consigli comunali furono eletti dai cittadini sauditi, solo dagli uomini ovviamente.  Sugli eletti, il governo centrale si era pero' riservato il diritto di censura, ovvero la possibilità di annullarne discrezionalmente l'elezione.

La legislazione è essenzialmente costituita dalla Sharia ed impostata sul wahabismo, e la sua applicazione è garantita dai tribunali religiosi.

Queste corti irrogano  sanzioni come la pena di morte per decapitazione, l'amputazione, la fustigazione, la pubblica lapidazione. Le associazioni per i diritti umani segnalano anche casi di crocifissione ed un ampio uso di punizioni corporali e torture. I processi sono sommari, e alla difesa non è riconosciuta alcuna garanzia.

Non c'è libertà religiosa, non c'è libertà di stampa. Capita che un cristiano sia scoperto a pregare a casa propria e finisca in carcere. L'Arabia Saudita è l'unico Paese al mondo nel quale esiste un esplicito divieto di costruire Chiese, in altri Paesi arabi (non tutti) i cristiani sono de facto perseguitati, ma godono di qualche diritto a livello costituzionale o legislativo.

Le manifestazioni pubbliche sono vietate, restrizioni sono previste per l'accesso ai programmi televisivi esteri e ad Internet.

Particolarmente critica è la condizione delle donne, soggette ad una serie di innumerevoli restrizioni (dal modo di vestire al lavoro e, soprattutto, ai comportamenti sessuali). Se una donna viene stuprata, non si punisce lo stupratore ma la donna stessa in quanto "tentatrice e corruttrice".

L'Arabia Saudita è anche uno dei Paesi leader dello schiavismo internazionale. Nonostante la monarchia abbia formalmente abolito la schiavitu', essa è ancora pratica diffusa e ampiamente tollerata. A fronte di 22 milioni di sudditi sauditi, nel Paese vivono anche 6 milioni di stranieri registrati, in gran parte di origine africana ed asiatica. Sugli schiavi d'Arabia Saudita non esistono numeri certi, ma si tratta di cifre a sei zeri.  Moltissime donne straniere vivono in condizione di schiavitu' presso agiate famiglie saudite. A volte, qualche sceicco arabo si porta dietro nei suoi viaggi qualcuna delle sue schiave e capita che alcune di queste donne riescano ad approfittarne per fuggire.

Centinaia di migliaia di uomini partono da Paesi come Eritrea, Somalia, Sri Lanka, Indonesia, India per trovare un lavoro ben pagato nell'edilizia o nell'industria saudite. Poi si ritrovano schiavi.

Secondo l'eufemistica definizione del Dipartimento di Stato americano, l'Arabia Saudita è uno di quegli Stati che "non soddisfano pienamente gli standard minimi nella lotta al traffico di esseri umani".

Esistono vere e proprie agenzie di recrutamento di manodopera che di fatto consentono ai tanti cittadini sauditi benestanti di procurarsi personale di servitu' per la casa, personale che ha buone probabilità di ritrovarsi in stato di schiavitu'. Inutile dire che l'impegno della monarchia contro queste pratiche è praticamente nullo.

In sintesi, l'Arabia Saudita è, tra i Paesi arabi, uno di quelli dove libertà e diritti umani sono piu' calpestati. Ancora peggio dell'Iran, peggio della Siria, peggio dell'Iraq di Saddam Hussein.

Eppure, se si cerca su Google "Arabia Saudita dittatura" il primo risultato che compare è questo nostro recentissimo articolo sul clamoroso caso di corruzione relativo al contratto di compravendita di armi "Al Yamamah".

Non lo scrivo per un'inutile e ridicola brama autoreferenziale, ma, al contrario, per mostrare un piccolo indizio di quanta poca attenzione il web dedichi alla dittatura saudita. Del resto, carta stampata e televisioni ne parlano ancora meno.

Come si trattasse di una sorta di tabu', per una sorta di ossequio ad un regime "amico".

Le relazioni tra Arabia Saudita e molti Paesi occidentali (Stati Uniti e Gran Bretagna in primis) sono quanto mai strette ed amichevoli. L'Arabia Saudita è il grande alleato arabo nella "guerra al terrorismo".  Truppe americane sono stanziate in massa nel Paese e il governo saudita pare piuttosto attento alla loro sicurezza, benché non risparmi alle soldatesse direttive sul modo di abbigliarsi.

Nelle relazioni con l'Arabia Saudita, i Paesi occidentali si mostrano "timidi" ed accondiscendenti. Il recente caso inglese è solo l'ultimo degli esempi che si possono citare.

La ragione di questa "timidezza" è presto spiegata: gli Stati Uniti e i loro alleati sostengono la monarchia perché temono che, se dovesse essere rovesciata, l'Arabia Saudita cadrebbe in mano ad un fondamentalismo ancor piu' radicale, e aggressivo, un po' come accaduto in Iran con la Rivoluzione di Khomeini.

Questo timore è assolutamente fondato, ma il calcolo politico è molto pericoloso, e nel recente passato è risultato fallimentare.  La logica di fondo è quella di affrontare a testa bassa il "nemico" che si presume "piu' pericoloso" tessendo discutibili alleanze con regimi in genere corrotti ed avversati dalle popolazioni, senza troppo preoccuparsi delle conseguenze. Sulla base di questa logica, teorizzata da Segretari di Stato di presidenze repubblicane e democratiche, gli Stati Uniti hanno appoggiato l'ultimo Scià di Persia contro le istanze di democratizzazione che agitarono l'Iran negli anni '50 ed aiutato Saddam Hussein contro l'Iran dopo la rivoluzione di Khomeini, consentendogli di reprimere ogni opposizione interna.

Ogni volta creando "nuovi mostri" e nutrendo il risentimento delle popolazioni arabe.

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2 commenti
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17 Lug 2008
alle 19:35

tortorici

cerco lavoro in arabia saudita nel edilizia ho 20 anni di esperienza lavoro a lestero per il momento

in francia ma vorrei lavorare in arabia se trovo del lavoro grazie

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21 Dic 2006
alle 12:06

josef`K

Analisi ineccepibile.

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