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Bush: discorso sullo stato dell'Unione

Mercoledì 24 Gennaio 2007, 11:55 in Notizie dal mondo di

Due terzi degli americani disapprovano le scelte del Presidente in Iraq e quasi tre quarti ritengono che sotto la presidenza Bush, gli Stati Uniti abbiano preso la "strada sbagliata". La politica estera statunitense è sempre piu' invisa nel resto del mondo, con quasi tre quarti del pianeta che esprimono disapprovazione (in Italia l'81%).
Stando ai sondaggi di CNN, ABC, Washington Post, New York Times, Bush ed i Repubblicani non sono mai stati cosi' impopolari, neppure all'epoca del watergate di Nixon.

Sotto la pressione di un'opinione pubblica scontenta, con i democratici sul piede di guerra e la stampa sempre piu' critica verso il suo governo, George Bush, alle 3 del mattino ora italiana, ha tenuto il tradizionale discorso sullo stato dell'Unione, un cerimoniale all'insegna dell'unità della nazione.

Il discorso di Bush, in gran parte anticipato nei giorni precedenti, aveva l'obiettivo di limitare l'erosione di fiducia verso la sua presidenza. Bush ha confermato il rafforzamento dell'impegno americano in Iraq, facendo alcune piccole concessioni ai democratici in materia ambientale e sanitaria.

L'appello all'unità

Bush ha aperto il suo discorso con un appello ai democratici a lavorare assieme per il bene degli Stati Uniti. Un richiamo all'unità che rieccheggia ogni anno, ma che questa volta ha un sapore particolare, perché Bush ha perso la maggioranza del Congresso ed i Democratici minacciano di ostacolare i suoi piani in questo ultimo anno e mezzo di presidenza.

La dipendenza dal petrolio: meno benzina, piu' etanolo

Ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio. George Bush ha scelto di affrontare, come primo argomento, quello energetico. Bush ha annunciato l'intenzione di ridurre del 20%, in 10 anni, i consumi statunitensi di benzina, in particolare attraverso la promozione di una maggior efficienza energetica delle autovetture. Al contempo ha annunciato di voler puntare sui carburanti alternativi, ed in particolare sull'etanolo. Il Presidente ha ricordato anche che la dipendenza energetica dall'estero rende gli Stati Uniti vulnerabili dinanzi ai regimi ostili e ai gruppi terroristici.

Difficile aspettarsi di piu' da Bush, uomo che mai ha dato la sensazione di considerare la protezione dell'ambiente una priorità. Costretto a qualche concessione, Bush ha optato per una parziale sostituzione della benzina con il meno redditizio e competitivo dei carburanti alternativi: l'etanolo. Operazione peraltro già sperimentata negli scorsi anni, con risultati, a dir il vero, imbarazzanti.

Nessuna apertura al Protocollo di Kyoto, nonostante alla vigilia del discorso, ben dieci tra le piu' importanti corporation americane avessero auspicato l'adozione di tetti federali alle emissioni di gas ad effetto serra.

La guerra al terrorismo: un'America in armi

George Bush ha ricollegato l'attacco all'Iraq ai tragici fatti dell'11 settembre 2001, annunciando l'invio di ulteriori 21'000 soldati. Il Presidente ha riconosciuto che la vittoria è difficile ed ha invocato l'unità del Paese, auspicando un generale sostegno alla nuova strategia dell'amministrazione nella guerra in Iraq, perché "un fallimento avrebbe conseguenze gravi ed inimmaginabili". Il Presidente ha annunciato anche un piano per rinfoltire di 92'000 nuove unità Esercito e Marina, e l'idea della creazione di un corpo di "civili riservisti" similare a quello dei "militari". 

Immigrazione: un piano di permessi temporanei

Per limitare gli ingressi illegali, Bush propone un nuovo piano di autorizzazioni di lavoro a tempo determinato.

L'idea è piaciuta poco a molti Repubblicani, che la considerano né piu' né meno che una sanatoria per gli immigrati clandestini.

Sanità: bonus/malus fiscali sui premi delle assicurazioni private

In America, milioni di persone non possono permettersi le cure sanitarie. Il sistema è lasciato essenzialmente al mercato ed il prodotto sanitario è un prodotto che il cittadino si paga da solo, in genere attraverso il ricorso ad assicurazioni private. I costi della sanità, nonostante la gestione privata, sono estremamente alti. Bush, allo scopo di favorire una riduzione dei costi della salute, ha proposto un piano per (ulteriormente) "liberare le forze di mercato" attraverso la deducibilità dei premi (i contributi menili versati dagli asicurati alle compagnie private) fino ad un massimo di 15'000 dollari all'anno per le famiglie.

Una misura, anticipata qualche giorno fa dallo stesso Bush alla radio, e che ha trovato dure critiche tra alcuni Repubblicani e molti Democratici, che si chiedono come questa deducibilità possa consentire ai milioni di americani sprovvisti di copertura assicurativa di dotarsene.

Le reazioni 

50 minuti di discorso, studiati nei dettagli, che secondo la CNN hanno raccolto il plauso del 78% degli statunitensi (discorso "molto positivo" per il 41%, "parzialmente positivo" per il 37%). Tuttavia, coloro che avevano reagito "molto positivamente" al discorso del 2006 erano il 48% mentre nel 2005 la percentuale si attestava sul 60%.

Sempre secondo il sondaggio della CNN, il 67% dei cittadini americani che hanno seguito il discorso sullo stato dell'Unione, ritengono che ora gli Stati Uniti si incammineranno nella giusta direzione (nel 2006 erano il 68%, nel 2005 il 77%).

Sono dai difficili da capire per gli italiani, abituati ad una politica di fortissime contrapposizioni, in cui, nella migliore delle ipotesi, chi governa puo' contare, in corso di legislatura, su un 50-55% di opinioni favorevoli.

La figura del presidente degli Stati Uniti gode tradizionalmente in patria di un rispetto che supera le divisioni partitiche, ed il cittadino tende a fidarsi del peggiore dei Presidenti molto piu' di quanto un cittadino italiano si fiderebbe mai del migliore dei presidenti del consiglio.

Riferimenti:

- La trascrizione integrale del discorso di Bush (CNN)
- La trascrizione integrale delle risposte dei Democratici (sen. Webb), al discorso di Bush (CNN)

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