Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Ruba un'auto, entra in aeroporto, sale su un aereo, sbarca, senza biglietto e senza dover esibire, in quanto non ancora sedicenne, uno straccio di documento. Lo ha fatto un bimbo di anni 9, con la facilità delle cose normali, eludendo i controlli ordinari, e quelli straordinari.
Il bimbo è partito domenica scorsa da Seattle con l'intenzione di raggiungere il nonno a Dallas, ha rubato un'auto, è stato inseguito dalla polizia, si è schiantato su un albero, ma se l'è cavata, ed il giorno dopo ha potuto tranquillamente prendere un bus pubblico: destinazione aeroporto.
Arrivato all'aeroporto, ha finto di essere uno di quei tanti passeggeri chiamati a presentarsi allo sportello informazioni, ha convinto l'addetto di aver smarrito la carta di imbarco ed è riuscito a salire su un aereo per San Antonio.
Arrivato a San Antonio, è sbarcato senza difficoltà e ha poi cercato di prendere un secondo aereo per Dallas: stessa tattica, usando il nome di un altro passeggero.
Ma questa volta al nome fornito non corrispondeva nessun passeggero, ed è stato scoperto.
Non è la prima volta che qualcuno elude i controlli, costati miliardi di dollari, previsti dall'amministrazione Bush nella "guerra globale al terrorismo".
Prima di lui c'erano riusciti alcuni giornalisti, portandosi dietro anche tutto il necessario per un attentato.