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PACS: di cosa ha paura la Chiesa?

Martedì 30 Gennaio 2007, 15:52 in Politica italiana di

Il dibattito sui PACS ormai va avanti da mesi, e la Chiesa ha fatto sentire la sua voce. 

Anche oggi, dalle parole dell'ultimo comunicato della CEI, emerge una forte avversione della Chiesa verso il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, omosessuali, e forse soprattutto eterosessuali.

"I vescovi hanno riaffermato che alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso “non possono essere equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale".

L'introduzione di nuove forme di unione, diverse dal matrimonio, tra persone di sesso diverso rischia di costituire un'alternativa al matrimonio, creando una sorta di concorrenza tra regimi giuridici, con un numero crescente di coppie che potrebbero optare per l'unione civile, qualora questa risultasse piu' vantaggiosa o piu' comoda.

Ma il riconoscimento di taluni diritti alle coppie omosessuali in che modo potrebbe  mai minare il matrimonio e la famiglia? A meno di non ritenere che le leggi statali siano capaci di mutare gli orientamenti sessuali dei singoli, dobbiamo arrivare alla conclusione che il riconoscimento di un qualche diritto alle coppie omosessuali non ha alcuna incidenza né sul matrimonio né sulla famiglia.

La posizione della Chiesa sull'omosessualità è una questione parzialmente distinta, non tanto frutto di una difesa del matrimonio e della famiglia, ma diretta derivazione di una precisa dottrina sulla sessualità.

Secondo l'ordine morale oggettivo, le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile. Esse sono condannate nella sacra Scrittura come gravi depravazioni e presentate, anzi, come la funesta conseguenza di un rifiuto di Dio. Questo giudizio della Scrittura non permette di concludere che tutti coloro, i quali soffrono di questa anomalia, ne siano personalmente responsabili, ma esso attesta che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati e che, in nessun caso, possono ricevere una qualche approvazione.
(Persona Humana, 8)

Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.
(Catechismo della Chiesa cattolica, n.2359)

Semplificando, la condizione di omosessualità è considerata dalla Chiesa "una prova" che il fedele deve superare. Solo l'atto omosessuale è condannato, è peccaminoso. L'omosessuale deve mirare alla castità, giacché l'atto sessuale, non potendo mai essere orientato alla procreazione di figli, è "innaturale" e "disordinato".

Scorrendo ancora l'Humana Persona, leggiamo che anche la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato, perché l'unica relazione sessuale ammessa dall'ordine morale è quella che si realizza in un contesto di vero amore, l'integro senso della mutua donazione e della procreazione umana.
E si legge anche che l'unione carnale non è legittima se tra l'uomo e la donna non si è instaurata una definitiva comunità di vita, ma è anzi unione dei corpi nell'impudicizia che contamina il tempio dello Spirito santo, quale è divenuto il cristiano.

Tutti peccati gravi, secondo l'Humana Persona, perché l'ordine morale della sessualità comporta per la vita umana valori così alti, che ogni violazione diretta di quest'ordine è oggettivamente grave.

L'atto sessuale dunque deve essere orientato esclusivamente alla procreazione. Per questo la Chiesa si oppone ad ogni tipo di misura anticoncezionale, cosi' come agli atti omosessuali, cosi' come ad ogni altro atto sessuale al di fuori del matrimonio, perché il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione. (Catechismo della Chiesa cattolica, 2351)

Chi oggi, per contingenti motivi politici, strumentalizza le posizioni della Chiesa sulle coppie di fatto, dimentica con facilità tutte le citate prescrizioni della Chiesa, e le tace anche a noi, elettori, eterosessuali, ma pur sempre peccatori.

3
3 commenti
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25 Mar 2007
alle 18:24

luca

L'atto sessuale deve essere orientato esculsivamente alla procreazione?

chi mi sa motivare questa affermazione?

" le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile " che deve essere quella di procreare. Ma chi lo dice questo? Chi non crede nell'amore vero e nel donarsi completamente l'uno all'altra. Io sono molto giovane e non ho mai fatto sesso, ma non lo vedo come un atto impuro. Può esserlo, ma questo dipende esclusivamente dall'amore che motiva il gesto e che nessuno può conoscere al di fuori di Dio e da chi compie l'atto sessuale.

Ritengo sbagliato accusare in questo modo gli omosessulali anche per il fatto che non si fa altro che allontanarli dalla vita cristiana. Chi è al servizio di Dio non può farlo. Ma prima di questo vorrei precisare che la legge dello stato non è la legge divina: se la popolazione è omosessuale non ci devono essere leggi che lo riconoscono soltanto perchè chi sta al governo è contrario? e si dice cristiano? per chi sono le leggi? inoltre non capisco che danno recano due omosessulali alla comunità in generale. Una persona che è contraria può pensare che si danneggiano da soli, ma di certo non danneggiano una famiglia cristiana. Il fatto poi che si dica che i DICO svalorizzino il matrimonio non so chi lo abbia pescato. Il matrimonio in comune è una cosa; il matrimonio in chiesa è un altra. Così una coppia riconosciuta dallo stato non è una coppia riconosciuta dalla Chiesa.

La sessualità di una persona può essere compresa soltatno dalla persona.. Dio ci insegna, ci educa e su queste basi una persona cresce e si crea una coscenza. Se un uomo si sente attratto da un alltro che lo ricambia, ed entrambi, si rispettano in questo gesto fatto per amore, si sente in pace con la propria persona e con Dio; nessun'altro può dire che è un atto impuro. Se riconosciamo che il sesso può essere un gesto di amore, dobbiamo riconoscere che l'amore che spinge a questo gesto sta alla base di tutto, e nessuno lo può comprendere se non chi è coinvolto in prima persona.

Ma soprattutto dico: per concretezza, se uno non crede che l'atto sessuale deve essere orientato esculsivamente alla procreazione non può ritenere l'omossessualità sbagliata per principio.

Esistono bambini che giocano a essere femmine e vivere alcuni momenti con queste persone è quello che mi spinge a credere che si sentono realmente di un sesso diverso rispetto al loro corpo. Perchè un bambino non è attratto da un altro ma si comporta così perchè è così.

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12 Feb 2007
alle 15:38

comitato

E' partita la macchina organizzativa a cura di 189 Associazioni e 57 Comuni italiani per promovere un eferendum popolare propositivo pro Pacs. art 97 comma 1 della Costituzione unisciti a noi. Per contatti info@arcigay.it Bologna

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31 Gen 2007
alle 18:23

Luca

Ti sei fatto una cultura!! =D

hai ragione in pieno quando parli di strumentalizzazione, ma sappiamo altrettanto bene che stiamo parlando di politici (italiani per giunta). Quindi non stupisce se alcuni considerano una valore fondamentale la famiglia, ma sono sposati più e più volte.

A mio avviso in questo frangente la chiesa sta sbagliando in pieno (come purtroppo accade spesso, l'ultimo caso è stato il funerale di Welby). Con le loro dichiarazioni fanno capire che sono proprio loro a non capire il significato di matrimonio!

Per la Chiesa il matrimonio è una promessa di unione fatta davanti a Dio.
Bene, questo è il matrimonio cristiano, ma non è possibile pensare che esista solo questa forma, altrimenti visto che in Italia siamo liberi di professare una qualsivoglia religione, sarebbe anche giusto considerare le altre religione, e quindi magari accettare la poligamia (anche se non è un dogma viene accettata in altre religioni) oppure non uccidere animali (per gli animisti) ecc..

Quindi il matrimonio cristiano è una cosa e su quella non ci sono dubbi. Non capisco perchè la chiesa debba mettere il becco sulle altre forme di unione.

Concludo: se gli omosessuali che vivono insieme lo facessero rispettando le norme cristiane? Cosa ci sarebbe di male? Non commetterebbero peccato senza atto se effettivamente è quest'ultimo la colpa di cui si macchierebbero.

Saluti

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