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Nel 2050, saremo quasi 10 miliardi

Mercoledì 14 Marzo 2007, 18:46 in Segnalazioni di

La Divisione per la popolazione del Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto denominato "Revision 2006", nel quale offre stime aggiornate sull'evoluzione della popolazione mondiale nei prossimi decenni.

Secondo questo rapporto, nel 2050 la popolazione terrestre avrà raggiunto i 9,2 miliardi, ovvero 2,7 miliardi in piu' rispetto ad oggi.

Mentre la popolazione complessiva di Europa, Giappone e Nord America resterà stabile, a crescere saranno le popolazioni di alcune tra le regioni piu' povere e meno sviluppate del pianeta.

Nei Paesi piu' ricchi la popolazione continuerà ad invecchiare, ed i giovani saranno una quota sempre piu' ridotta degli abitanti.

Il rapporto non tiene conto di fattori fondamentali come l'esaurimento delle risorse ed i cambiamenti climatici, e non affronta il nodo dei sicuri flussi migratori che questo cocktail di crisi non potrà non scatenare.

Si avvicina la data del 6 aprile, giorno in cui l'IPCC, il pannello di scienziati incaricati dalla comunità degli Stati di studiare il fenomeno dei cambiamenti climatici, renderà pubblica la seconda parte del suo quarto rapporto.

Secondo quanto già noto, l'IPCC porrà l'accento sulle relazioni tra riscaldamento terrestre ed emergenza siccità, in particolare evidenziando come il previsto aumento di 5 gradi delle temperature medie nell'Europa meridionale entro il 2100 comporterà una riduzione delle piogge fino al 40% ed un prosciugamento di molti importanti corsi d'acqua.

Intere regioni del pianeta rischiano di diventare sempre piu' inospitali, mentre le loro popolazioni continuano a crescere. Ci si puo' aspettare una crescita esponenziale dei fenomeni di migrazione di massa, con interi popoli che progressivamente si spostano alla ricerca di terre fertili ed abitabili, e con un effetto domino di conflitti soprattutto tra le popolazioni piu' povere del pianeta. 

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15 Mar 2007
alle 00:44

Uio

ci sarà prima di allora una guerra convenzionale su larga scala, che risolverà il problema

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