Europa: prove di liberalizzazione, per gas ed elettricità

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Da domani, domenica primo luglio, entrano in vigore le nuove regole europee in materia di concorrenza nei settori del gas e dell'elettricità.

Gran parte dei cittadini europei potranno finalmente scegliere da quale operatore acquistare gas ed elettricità. Finisce, formalmente, l'era dei monopoli pubblici e privati.

A scegliere la via della liberalizzazione era stato il Parlamento europeo nel 2003, ma le perplessità della Francia hanno ritardato a domani l'entrata in vigore delle nuove regole.

A dire il vero, come ha ricordato il Commissario per l'Energia Andris Piebalgs, i mercati energetici continuano ad avere caratteristiche spiccatamente nazionali e monopolistiche, ed è difficile immaginare che nel breve periodo possa nascere un vero e proprio mercato energetico europeo.

Il mercato dell'elettricità, a oggi, è tendenzialmente libero in Gran Bretagna, Svezia, Finlandia, Austria, Danimarca, Spagna, Portogallo, Irlanda, Repubblica Ceca ed Olanda. Maggiori ritardi ci sono invece nel settore del gas, dove troviamo anche l'Italia tra gli otto Paesi che hanno avviato l'apertura dei mercati.

Da domani, la legislazione europea richiede che, in tutti i Paesi dell'UE (sono previste deroghe per Grecia, Portogallo, Estonia e Cipro), i cittadini possano scegliere tra piu' operatori nel settore del gas e dell'elettricità. Parallelamente, i mercati dovranno aprirsi ai nuovi fornitori.

Le prime esperienze mostrano come, senza l'appoggio di grandi gruppi, gli operatori fanno molta fatica ad essere competitivi nel mercato energetico.

A settembre, la Commissione europea presenterà un nuovo pacchetto di proposte legislative per rendere piu' effettiva la liberalizzazione dei mercati dell'elettricità.

Non piu' rinviabile appare l'esigenza di finalmente scindere in maniera netta la produzione di elettricità (preferibilmente solo privata) dalla gestione delle reti di distribuzione (preferibilmente integralmente pubblica). E' proprio attorno a questa proposta che ci sono i maggiori contrasti tra i Ministri europei: in gioco ci sono i grandi monopoli nazionali dell'energia. A favore di questa separazione si sono pronunciate Gran Bretagna, Spagna, Svezia, Romania, Finlandia, Belgio, Olanda.

Ed ancora una volta tra i nemici della liberalizzazione troviamo in prima fila i francesi 

Un altro grosso ostacolo alla realizzazione di un mercato energetico europeo libero e concorrenziale sono la moltitudine di ingentissimi finanziamenti pubblici in settori come il nucleare che falsano i costi d'azienda ed i prezzi di mercato dell'energia prodotta, e che sono ben poco compatibili con un mercato energetico libero e concorrenziale. Non è un caso che la Francia sia il Paese piu' ostile alla liberalizzazione del mercato energetico.

Quanto all'Italia, da domani cambieranno alcune cose per gran parte delle famiglie italiane. Fino ad oggi solo i titolari di partita IVA potevano scegliere i loro fornitori energetici, da domani potranno farlo praticamente tutti, piu' o meno come accade nel settore del gas dal 2003.
Scompaiono le tariffe fissate dall'Autorità per l'Energia (somma dei costi dell'energia, inclusi trasporto, commercializzazione, distribuzione, costi di gestione e manutenzione, costi di smaltimento dei rifiuti pericolosi, ecc), mentre il prezzo sarà determinato dall'incontro tra l'offerta e la domanda, nonché da una parte tariffaria comprensiva delle imposte e degli eventuali costi di distribuzione e manutenzione delle infrastrutture. Esisteranno dunque due tipologie di operatori: le imprese di vendita dell'energia e l'ente distributore/manutentore.

Verosimilmente, non ci saranno nell'immediato grandi risparmi per il consumatore finale, causa la forza di fatto del duopolio ENEL-ENI. Col tempo, la speranza è che numerosi nuovi operatori possano affacciarsi sul mercato e contribuire alla realizzazione di un mercato pienamente concorrenziale.

Nel lungo periodo, è difficile immaginare un calo del costo dell'energia, giacché tutto lascia invece ipotizzare che possa accadere l'esatto contrario: una crescita dei prezzi a causa del progressivo esaurimento delle risorse non rinnovabili. 

Tuttavia, se il processo di liberalizzazione andrà avanti, se si provvederà ad una razionalizzazione degli interventi pubblici nel settore che tenga pienamente conto del diverso livello di inquinamento prodotto dalle differenti fonti, è certo che la liberalizzazione favorirà nettamente le fonti energetiche rinnovabili ripetto alle fonti cosiddette tradizionali ed al costosissimo (e sopravvalutato) nucleare.

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