blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

I giudici restituiscono un po' di libertà ai cittadini

Mercoledì 26 Settembre 2007, 16:52 in Politica italiana di

Ieri, due buone notizie, per la libertà di scelta del cittadino, e della donna in particolare..

La prima, grazie alla Corte di Cassazione che ha ribadito il diritto e la libertà di scelta delle mogli, nei confronti di quei mariti che ritengono che sposandosi abbiano conseguito una sorta di diritto di proprietà sul corpo femminile.
Chiamata a decidere su un ricorso riguardante il caso di una moglie costretta contro la sua volontà dal marito ad avere rapporti sessuali, la Corte di Cassazione non ha avuto dubbi, respingendo l'assurda argomentazione della difesa del marito secondo cui vi sarebbe sempre un consenso putativo del coniuge a concedersi alle richieste sessuali del partner. La sentenza della Cassazione, che non fa altro che ribadire i principi costituzionali in materia di libertà individuale, è stata accolta addirittura con ironia da alcuni sessuologi e da alcuni telegiornali. Quasi che sposare un uomo, per una donna, significhi concedergli il privilegio di poterla stuprare ogni qualvolta ne abbia voglia, come e peggio di una prostituta su cui si sia acquisito il diritto permanente a disporne. Ben diverso, nel nostro quadro costituzionale, è il senso delle norme sui diritti e doveri dei coniugi. Il continuo rifiuto di avere rapporti sessuali col partner puo' costituire causa legittima di divorzio per colpa, ma di certo non giustifica la violenza carnale che anzi, se esercitata allinterno del matrimonio, assume una connotazione se possibile ancora piu' odiosa ed intollerabile.

In Italia, gran parte degli episodi di violenza, in particolare sessuale, si verificano all'interno della famiglia. E' sconvolgente che lo stupro dei mariti continui ad essere quasi giustificato da una parte consistente della nostra società.

Il secondo plauso va al Tribunale di Cagliari che con una coraggiosa sentenza ha dato ragione ad una donna portatrice di talassemia che aveva chiesto di poter ricorrere alla diagnosi preimpianto per verificare lo stato dell'embrione prima della fecondazione in vitro. La giudice di Cagliari, approfittando delle lacune della Legge no. 40 del 2004, ha correttamente argomentato che non esiste un espresso divieto di legge alla diagnosi preimpianto, privilegiando le piu' che legittime preoccupazioni della donna per la salute sua, e del figlio.

Con due sentenze molto diverse, due tribunali di diverso rango restituiscono cosi' ai cittadini un pizzico di quella libertà di scelta di cui si sono visti privati.

La libertà è anzitutto libertà individuale. Negli Stati liberali essa puo' essere limitata solo per tutelare la libertà, attuale o futura, degli altri individui, ma mai dovrebbe essere ristretta sulla base di una qualche visione ideologica, o peggio, personale, della realtà.

Troppo spesso il Parlamento legifera su questioni delle quali non dovrebbe occuparsi, nonostante la nostra Costituzione annoveri la libertà individuali tra i principi fondanti della Repubblica.

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere