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Iraq: cartellino rosso per la Blackwater

Mercoledì 19 Settembre 2007, 15:44 in Crisi e conflitti di

Blackwater è il nome della principale organizzazione militare privata americana, nata per sopperire alle carenze d'organico dell'esercito statunitense, e spesso ingaggiata per garantire la sicurezza in un qualche Paese in guerra, o in particolari situazioni di crisi, come in occasione delle devastazioni provocate dall'uragano Katrina. Il suo compito principale in Iraq è la protezione del personale dell'ambasciata statunitense.

In Iraq, la Blackwater è sospettata di essere all'origine di diverse stragi di civili. L'ultimo incidente risale a domenica scorsa, nel distretto di A Mansur. Erano da poco esplose due autobombe all'approssimarsi del passaggio di un convoglio del Dipartimento di Stato americano e, secondo quanto riferito dal governo iracheno, gli uomini della Blackwater, che lo scortavano, hanno iniziato a sparare a caso sulla folla causando almeno 8 morti e numerosi feriti.

Troppo, anche per il fragile ed incerto governo iracheno, che ha cosi' deciso di vietare alla Blackwater qualsiasi attività sul proprio territorio.

Dal canto loro, gli Stati Uniti finora hanno parlato di tragica perdita di vite innocenti,  senza esprimersi sul presunto coinvolgimento della Blackwater.

Gli uomini della Blackwater non sono soggetti alle rigorose norme militari che regolano il comportamento dei soldati dell'esercito statunitense e sono protetti da immunità rispetto alle leggi irachene grazie ad un'ordinanza emessa 4 anni fa da Paul Bremer, allora a capo dell'autorità provvisoria per l'Iraq.

Da allora Blackwater ha operato in Iraq, spesso destando molte critiche per un uso eccessivo della forza nei confronti dei civili. Come gli eserciti delle forze straniere presenti in Iraq, anche Blackwater è stata oggetto di attentati ed attacchi, riportando un numero non trascurabile di perdite di vite umane.

L'episodio forse piu' celebre riguarda i fatti avvenuti a Falluja nel 2004, quando quattro uomini di Blakwater furono assassinati nel corso di una rivolta e poi appesi ad un ponte sull'Eufrate. In reazione a quei fatti, gli Stati Uniti attaccarono Falluja, riuscendo ad acquisirne il controllo dopo la parziale distruzione della città. 

Sarà interessante verificare se davvero Blackwater lascerà l'Iraq, rispettando la decisione del governo iracheno, o se invece continuerà ad agire in piena libertà, incrementando i dubbi su quanto davvero possa dirsi sovrano il governo di Nuri Al Maliki.

Per definire organizzazioni come la Blackwater si possono usare una miriade di espressioni: "esercito privato", "società di sicurezza", "società di consulenza strategico-militare" o piu' banalmente "organizzazione di mercenari". Per alcuni, Blackwater è il simbolo della privatizzazione della guerra.

Dal punto di vista del diritto internazionale, gli impiegati della Blackwater, o di compagnie similari, non possono essere considerati mercenari, se sono cittadini di uno Stato coinvolto nel conflitto. Blackwater si avvale di personale di diversa nazionalità, con la conseguenza, paradossale, che, sul piano giuridico, i suoi impiegati americani non sono mercenari, mentre lo sono quelli brasiliani, francesi, tedeschi, cileni, ecc.

Blackwater ha un esercito di almeno 20'000 unità, dispone di una propria aviazione militare ed impiega in Iraq quasi mille persone (sui numeri reali c'è pero' molta incertezza).

Ogni anno, oltre ai suoi 20'000 soldati, Blackwater addestra nei suoi campi circa 40'000 persone, inclusi soldati dell'esercito statunitense.

A fondarla, nel 1997, è stato l'allora 27enne Erik Prince, che contnua ad esserne il proprietario. Erik Prince, dopo aver abbandonato la Marina nel 1995, ha utilizzato il ricavato della vendita dell'industria di famiglia, ben un miliardo di euro, per dare vita alla Blackwater.  

Blackwater è un'organizzazione vasta e complessa, con ben nove sub-società che operano in una vasta gamma di settori, dalla mera consulenza strategica all'addestramento militare, dalla fabbricazione di veicoli militari ai servizi di sicurezza privata. Quasi la totalità degli introiti della Blackwater derivano da contratti con il governo statunitense, molto spesso per commesse assegnate direttamente, senza gara pubblica: una cospicua ricompensa per il sostegno finanziario dato dalle società di Erik Prince alle campagne elettorali del Presidente Bush.

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