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Iraq: il governo fa marcia indietro su Blackwater

Lunedì 24 Settembre 2007, 12:48 in Crisi e conflitti di

I governi stanno divenendo ostaggi delle compagnie private di sicurezza?

Le recenti vicende della Blackwater sembrerebbero confermarlo. Una settimana fa, dopo l'uccisione di dieci civili a causa dell'ennesimo incidente provocato dai soldati della milizia privata di Blackwater, il governo iracheno aveva vietato alla compagnia qualsiasi ulteriore attività nel Paese.

La Blackwater, che è in Iraq come contractor del governo statunitense, aveva pero' continuato a svolgere i suoi compiti, in particolare a protezione del personale diplomatico statunitense, forte dell'immunità riconosciutale quattro anni fa dalle autorità americane incaricate di gestire il processo di ricostruzione democratica.

Ora, anche il governo iracheno fa marcia indietro, riammettendo di fatto Blackwater fino alla conclusione delle indagini congiunte, iracheno-statunitensi, sui fatti della scorsa settimana. 

Il governo iracheno cede dunque alle pressioni di Washington, con la Casa Bianca che da un lato, periodiamente, annuncia la riduzione della propria presenza militare in Iraq, ma dall'altro sembra non voler e non poter rinunciare all'aiuto dei private contractor.

Mantenere le proprie truppe a lungo in una zona di guerra, quando non si vede all'orizzonte la possibilità reale di una stabilizzazione dell'Iraq è decisamente impopolare. Ridurre il contingente militare, facendo leva sempre piu' frequentemente ad organizzazioni militari private puo' essere una soluzione che concilia le esigenze strategico-militari con la ricerca del consenso interno.

Forse un giorno questo tipo di guerre saranno svolte solo da compagnie private come la Blackwater?

Ma per i civili delle zone di guerra, il prezzo da pagare rischia di essere sempre piu' alto. 

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2 commenti
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26 Set 2007
alle 23:12

100 MILIO.NI DI TONNE.LLATE

Gli USA e la Gran Bretagna bombardano l'Iraq unilateralmente per molti mesi quasi ogni giorno dal dicembre 1998.

Alla fine del 1999, erano stati effettuati piu' di 6000 missioni aeree, lasciate cadere piu' di 1.800 bombe, distrutti piu' di 450 obiettivi.

IN TOTALE VENNERO SGANCIATE SULL'IRAQ QUASI IL TRIPLO DELLE BOMBE CHE VENNERO SGANCIATE IN KOSSOVO NELLO STESSO ANNO, IL 1999

Quando è cominciata la guerra in Iraq?

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24 Set 2007
alle 17:20

fabio sommantico

la privatizzazione della guerra  è un fenomano in atto da diversi anni, che ha subiro una drammatica accelerazione con l'occupazione dell'Iraq.

Come gia descritto nei passati post (complimenti), l'impiego di queste società di sicurezza, un tempo denominate di mercenari, ha il duplice vantaggio per  i governi che se ne avvalgono di non accendere  i riflettori dei media sul loro operato, potendo agire in un cono d'ombra che mette al riparo dagli scandali e di poterignorare le pià stringenti  regole di ingaggio imposte agli eserciti regolari, così da poter fare un uso enorme della violenza anche contro civili.

Una strage commessa dai marines può mettere  in imbarazzo il governo. Un eguale massacro commesso dai contractor difficilmente diventa una notizia e se anche  buca il silenzio dei media non crea direttamente problemi all'establishment.

E' poi possibile utilizzare tali società per intervenire in contesti dove non si vuole apparire direttamente (vedi Africa)  o dove  il un impiego delle armate regolari non sarebbe approvato dall'opinione pubblica. Inine piuò essere utile per dare man forte a fazioni poste sotto embargo (il caso della Croazia nel 91-92).

Ad ogni modo  questa della black water  è una vicenda da seguire.

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