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Il pioppo OGM che elimina l'inquinamento

Martedì 16 Ottobre 2007, 13:23 in Innovazione tecnologica di

Super-alberi che risucchiano dal suolo inquinanti chimici come il benzene ed il tricloroetilene, ecco l'ultima invenzione dei ricercatori dell'Università di Washington, pubblicata nell'ultimo numero della rivista Proceedings, edita dall'Accademia Nazionale delle Scienze.

Il super-pioppo transgenico è il risultato dell'innesto nella pianta di uno specifico gene di coniglio da parte della professoressa Sharon Doty e del suo collega Stuart Strand.

In realtà, i pioppi non hanno bisogno dei geni dei conigli per ripulire l'ambiente circostante da certe sostanze chimiche: già lo fanno naturalmente, nella misura in cui gli inquinanti permangono nel loro raggio d'azione. Il pioppo transgenico, secondo i suoi creatori, velocizzerebbe e rafforzerebbe notevolmente questa capacità naturale.

Le controindicazioni sono le stesse che è bene ricordare sempre quando si parla di organismi geneticamente modificati, ovvero l'impossibilità di impedire in campo aperto ai geni modificati di diffondersi ed alterare altre piante, con rischi per la biodiversità ed effetti imprevedibili e potenzialmente pericolosi sugli ecosistemi e sulla catena alimentare.

Tanto piu' forte è un organismo transgenico, tanto piu'  potenzialmente devastanti gli effetti della sua diffusione nell'ecosistema. Cosi' non tutti i colleghi di Sharon Doty e di Stuart Strand hanno espresso grande entusiasmo, ed alcuni si sono detti convinti che il pioppo transgenico possa portare piu' problemi che soluzioni.

La reale portata delle ricerca è stata fortemente ridimensionata da alcuni geologi statunitensi. In particolare, Marcia Knadle, responsabile dell'Unità di gestione del rischio dell'EPA di Seattle, ha rilevato come in realtà gli inquinanti chimici restino poco tempo alla portata delle radici degli alberi, perché, quando non evaporano, sono assorbiti nelle profondità del suolo.

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16 Ott 2007
alle 18:47

100 MILIONI DI TONNELLATE

Le coltivazioni di pioppo vanno sostituite con quelle di betulla.

Non vanno tagliate le piante ogni 7-10 anni, ma va tolto un ramo bello tutti gli anni per evitare le spese di piantumazione.

La betulla ramifica benissimo.

Va cimata e potata tutti gli anni, in questo modo ogni anno  produrrebbe la stessa quantità di biomassa dei pioppi ogni 7 anni.

Una centrale termoelettrica a biomassa secca non inquina?

Assolutamente no, per esempio le canne delle lagune marciscono se vengono lasciate lì dove sono e inquinano le acque imputridendole rendendo impossibile la vita ai pesci e agli uccelli. Inoltre ossidandosi emettono metano, anidride cabonica ed altri gas serra.

Invece in una centrale a biomassa produrrebbero energia rimanendo più o meno inalterato il tasso di inquinamento diretto, ma riducendo in realtà le emissioni perchè si risparmierebbe metano e petrolio. Avviene così anche con le foglie, gli aghi di pino, i ricci, le piante morte, le alghe.

La biomassa secca è composta da sostanze organiche vegetali già destinate ad ossidarsi e bruciare lentamente inquinando. In natura la biomassa brucerebbere gradualmente in un paio di anni.

Velocizzando e controllando il ciclo bruciando la biomassa in centrali apposite, si produrrebbe energia elettrica risparmiando gas e petrolio. Ricordiamoci anche che i nemici dell'umanità bruciano solo in Italia un estensione di boschi uguale a circa 20 mila campi di calcio ogni anno. L'equivalente in energia di 15 miliardi di pannelli solari, 7 volte il fabbisogno energetico italiano.

100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com

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