Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
L'ora legale è in uso dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di ottobre, e si contrappone all'ora solare, ovvero ad un'ora determinata sulla base del rapporto (immaginario) tra la posizione del Sole e quella della Terra, qualora questa fosse perfettamente sferica.
Già utilizzata nell'antica Roma, il primo a riproporla in epoca moderna fu Benjamin Franklin nel XVIII secolo che non trovo' pero' sostegni nel mondo politico.
L'ora legale è stata reintrodotta in Europa nel 1916, quando guerra e crisi energetica spinsero molti Paesi ad adottare misure finalizzate al risparmio per incidere sui consumi a uso civile. Il primo Paese ad adottarla fu l'Inghilterra, su proposta di William Willet, nel 1916, e molti altri Paesi, Italia inclusa, ne seguirono l'esempio in quello stesso anno.
Con l'ora legale, le lancette dell'orologio si spostano avanti di un'ora durante le stagioni estive, ovvero nei mesi in cui, essenzialmente in ragione dell'inclinazione dell'asse terrestre, la luce solare illumina una certa area per una durata maggiore rispetto agli altri 5 mesi dell'anno.
Il risparmio energetico è dunque la ragione ufficiale per la quale si utilizza l'ora legale.
Immaginiamo che, con l'ora legale, nei mesi estivi il sole sorga verso le 5.30 e tramonti attorno alle 19. Con l'ora legale, esso sorgerà alle 6.30 e tramonterà alle 20.00. L'idea dell'ora legale è quella di far coincidere le ore di luce solare con gli orari di apertura di uffici, scuole, esercizi commerciali, in modo che vi sia una minor necessità di ricorrere all'illuminazione artificiale, con conseguente minor spreco di energia. Secondo la Terna, nei sette mesi di ora legale del 2007, l'Italia ha risparmiato 645 milioni di kilowattora, equivalenti a 84 milioni di euro, mentre negli ultimi 3 anni sarebbero stati risparmiati 2,5 miliardi di kilowattora, pari a circa 300 milioni di euro. Il risparmio maggiore è stato registrato ad aprile ed ottobre, quando le giornate sono piu' brevi, quello minore a luglio ed agosto quando le giornate sono piu' lunghe.
In realtà, i vantaggi dell'ora legale restano modesti. 645 milioni di kilowattora sono solo lo 0,2% del consumo italiano, mentre negli ultimi 10 anni i consumi di elettricità in Italia sono cresciuti annualmente, in media, del 2,3% portando il nostro fabbisogno energetico attorno ai 340 miliardi di kilowattora l'anno. Durante le giornate estive, il ricorso all'illuminazione sarebbe piu' ridotto anche senza l'ora legale, ma è difficile stimare quanto l'ora legale incrementi tale risparmio.
Nel 1999 la Commissione europea aveva commissionato uno studio per valutare l'impatto dell'ora legale sui consumi energetici.
Risultato: risparmio dello 0,3% medio in termini di minor illuminazione, ma crescita del traffico automobilistico durante le ore serali e dell'uso del riscaldamento artificiale nelle ore mattutine.
Nessun calcolo esiste invece sui costi del cambiamento d'orario, sia in termini di tempo richiesto per adattare orologi ed apparecchiature, sia in termini di consumi energetici necessari per effettuare tali adattamenti.
alle 12:17
gino
mi chiedo : quale è il vantaggio di passare dall'ora legale , all' ora SOLARE ? ... Quel poco di luce guadagnato la mattina , lo perdo il pomeriggio !!