Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Ormai ci siamo, la Corte di giustizia europea si appresta a pronunciare la sua sentenza nella causa tra Francesco Di Stefano, titolare di Europa 7, e lo Stato italiano.
Europa 7 nel 1999 si era aggiudicata con gara pubblica una delle 11 concessioni per trasmettere sul territorio nazionale e poco dopo si era vista riconoscere dal Consiglio di Stato anche le frequenze per un secondo canale (7 plus).
Tuttavia Europa 7 continua ad essere ingiustamente tagliata fuori dall'offerta televisiva.
Da 8 anni avrebbe diritto a trasmettere, a tutto vantaggio della concorrenza del mercato televisivo.
Nel novembre 2002, è intervenuta la Corte Costituzionale, sancendo che nessun privato puo' detenere piu' di due frequenze analogiche ed ordinando la cessazione delle trasmissioni dei canali che violassero tale principio entro il 31 dicembre 2003.
A salvare Rete 4, intervengono pero' la Legge Gasparri ed un apposito Decreto Legge, e l'anno dopo, nel 2004, arriva addirittura una condanna all'Italia da parte del Consiglio d'Europa che lamenta l'ingiusta esclusione di Europa 7 dal mercato televisivo italiano.
Dopo la vittoria del centrosinistra alle ultime elezioni, era legittimo pensare che il governo avrebbe finalmente posto fine a quell'ingiustizia.
Ed invece no, arriva il disegno di legge Gentiloni che essenzialmente ignora i diritti di Europa 7, prevedendo che sia RAI che Mediaset traslochino una rete a testa sul digitale terrestre entro il 2009, senza nulla dire su quali reti debbano traslocare e su chi debba usufruire delle frequenze liberate. Un disegno che equipara irragionevolmente RAI e Mediaset, benché la RAI le sue frequenze le abbia ottenute tutte per gara pubblica, mentre Mediaset una delle tre l'abbia semplicemente occupata.
Al signor Francesco Di Stefano, titolare di Europa 7, non resta che continuare a rivolgersi ai tribunali. Della questione viene investita la Corte di giustizia europea, dinanzi alla quale il governo Prodi, tramite l'Avvocatura dello Stato fa proprie le posizioni del governo Berlusconi e difende quella stessa Legge Gasparri che il centrosinistra aveva aspramente criticato ai tempi della sua approvazione.
Depositate a settembre le conclusioni delle parti, e quelle dell'Avvocato Generale, figura che agisce a difesa del diritto comunitario, la Corte di giustizia europea dovrebbe decidere prima dell'eventuale approvazione del disegno di legge Gentiloni.
L'Avvocato Generale, nelle sue conclusioni, dà sostanzialmente ragione ad Europa 7, e nessuno si sorprenderebbe se la sentenza della Corte dovesse farle proprie.
Se la Corte si pronunciasse a favore di Europa 7, non solo lo Stato italiano sarebbe costretto a consentire a Europa 7 di trasmettere sulle frequenze dell'attuale Rete 4, ma rischierebbe anche di dover corrispondere un risarcimento dei danni fino a 3 miliardi di euro alla società di Di Stefano. Tre miliardi di euro che, naturalmente, pagherebbero i cittadini.
Parte degli atti della causa sono liberamente consultabili sul sito della Corte europea di giustizia.
alle 19:26
linciano antinio
sono stato sempre un elettore di sinistra .
con questa sinistra non lo sarò più;mi aspettavo giustizia come
promesso in campagna elettorale invece ho l'impressione che non cambirà nulla si faranno tante chiacchere e tutto come prima .
e non solo non cambierà niente ma anche la beffa di aver perso tempo con dei forzisti travestiti da compagni.
con questa sinistra berlusconi non avra bisogno di spendere un solo euro in campagna elettorale ci penseranno i falsi compagni della sinistra italiana a farlo vincere con non meno dell'ottanta per cento.