Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il prossimo 16 dicembre, il Dalai Lama sarà accolto a Torino ed in Piemonte dai massimi esponenti delle istituzioni locali e sarà invitato anche a parlare dinanzi alle assemblee comunale e regionale.
La decisione è stata adottata con consenso unanime di tutte le forze politiche, ed ha causato la reazione schizofrenica dell'attentissimo governo cinese, il cui ambasciatore ha protestato presso il nostro Ministero degli Esteri.
Intanto giunge notizia che Pechino ha deciso di cancellare un appalto milionario con alcune aziende tedesche, in ritorsione all'incontro tra Angela Merkel ed il Dalai Lama.
Un motivo in piu' per spingere affinché anche Romano Prodi accetti un incontro ufficiale con il Dalai Lama, almeno per chi ritiene che la difesa dei diritti umani valga ben piu' di un buon affare.
VERGOGNA PRODI VERGOGNA ! MILLE VOLTE VERGOGNA!
Vorrei sapere se riesci a guardarti nello specchio
Il governo che fa della difesa dei diritti umani la propria immagine nel mondo
che ammaina le proprie bandiere e bacia il culo alla cina sacrificando i propri
principi sull’altare del denaro.
I principi, gli ideali in cui crediamo, sono cose per cui non ci deve essere un prezzo
e che non possiamo svendere così perdendo anche la faccia davanti al mondo.
Il papa fa il moralista, parla di materialismo della società
quando invece sarebbe pronto a tutto per fare proselitismo e accaparrarsi
quel miliardo di potenziali fedeli cristiani
e in televisione passano pure gli spot a chiederci soldi per sostenere i preti !
Neanche un centesimo dei miei soldi !
Ma il papa è solo uno che pensa a mandare avanti la sua baracca
in questi tempi di crisi delle vocazioni
e non vale neanche di sprecare il mio tempo per parlarne.
Ma il governo no ! Il governo non può tradire così i propri principi !
Dovremmo essere noi a dettare condizioni alla cina,
senza la cina, senza l’invasione di prodotti cinesi a prezzi stracciati
la nostra economia le nostre aziende i nostri lavoratori sarebbero stati molto meglio
ed è questa un'altra sporca ipocrisia,
tanti diritti ai lavoratori italiani per lasciarli senza lavoro
e andare a comprare e produrre dove schiavi lavorano per cento euro al mese
tutto solo nel nome del denaro
Si doveva chiudere alla cina fino a quando non si fosse adeguata alle norme europee !
Non incontrare il Dalai Lama è una vergogna per questo governo
di fronte agli italiani e di fronte a tutto il mondo.
Nel Made In Italy ci sono anche i nostri principi, ci devono essere !
E se la cina lo vuole deve accettarlo così o tutto o niente.
Ci ripensi Signor Presidente del consiglio
non ci faccia vergognare di essere italiani
e consideri anche che
piegarsi ai ricatti della cina oggi
vuol dire gettare le basi per altri umilianti compromessi domani.
Finché ci saranno squali come Sarkozy in giro, la vedo dura per il Dalai Lama. Speriamo che l'Italia segua l'esempio di Torino, ma non mi faccio illusioni
sarebbe stato bello un'incontro anche con quelli che desiderano vederlo e non fanno parte della schiera degli eletti,speriamo in una fugace apparizione in piazza castello o palazzo di citta'
E' un'indecenza che personaggi come il Dalai Lama non sia accolto con tutti gli onori dovuti a un Nobel per la pace nonchè rappresentante spirituale di un popolo oppresso. C'è da vergognarsi di essere italiano. Viva Torino però. C'è solo quindi da augurarsi che il Piemonte si rimbocchi nuovamente le maniche per ricominciare a rifare quest'italietta pavida e sbavante per contratti con l'Oriente. Un iscritto ai Verdi
Mi auguro che anche Prodi sia intelligente e sensibile al problema dei Tibetani e della liberta' come la sig.ra Merkel.
Il Dalai Lama porta in ogni caso saggezza e comprensione.
Om mani peme hum
alle 20:49
rafaela
Persino Fidel Castro è stato accolto con tutti gli onori in Italia ed ha incontrato Fausto Bertinotti che ci ha anche fumato un sigaro insieme!!!
E' vergognoso che nessun telegiornale (fatta eccezione per una fugace apparizione sul TG1) abbia dato rilevanza alla presenza del Dalai Lama in Italia.
Dov'è la tanto decantata libertà e pluralità d' informazione?