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Presidenziali 2008: endorsement per McCain

Mercoledì 9 Gennaio 2008, 11:40 in Elezioni di

Hillary Clinton e John McCain hanno vinto le Primarie del New Hampshire, rilanciandosi nella corsa presidenziale ed assestando un duro colpo agli avversari. Soprattutto per Barack Obama è un colpo durissimo ed inatteso, perché c'era la sensazione che si stesse ormai lanciando verso la nomination democratica.

Ma la strada è ancora lunga.

Personalmente, temo che alla fine, il 4 novembre, a sfidarsi possano essere Hillary Clinton e Mitt Romney, ovvero i candidati dell'establishment democratico e repubblicano, i predestinati del successo, gli illusionisti del cambiamento ed i garanti dell'immobilismo.

Vanno di moda gli endorsement, ovvero l'indicazione di un candidato preferito da parte di quotidiani, radio, blog, emittenti televisive.

Lo faccio anch'io, partendo da un presupposto: non mi riconosco in nessun candidato, anche se confesso di avere una certa simpatia per Ron Paul e Barack Obama.
Ma cerco di accontentarmi, scegliendo il candidato migliore e potenzialmente piu' efficace sui temi che mi stanno piu' a cuore. Per quanto mi concerne, la sfida piu' importante dei prossimi anni sarà costituita dalla crisi climatica.
Tra i Democratici, tutti i candidati hanno espresso propositi simili, impegnativi ed incoraggianti, con la conseguenza che, chiunque di loro vinca, ci dobbiamo aspettare un'America in prima linea in questa battaglia.
Ben diversa è la situazione tra i Repubblicani, dove solo due candidati hanno indicato con chiarezza i cambiamenti climatici tra le emergenze che richiedono un'azione incisiva: sono Rudy Giuliani e soprattutto John McCain (si veda questa combattiva presa di posizione durante un dibattito televisivo dello scorso dicembre).

Oggi, quando si parla di emergenza climatica, il maggior problema è la caratterizzazione delle istanze ecologiste come necessariamente di sinistra, con la conseguenza che troppo spesso, nel gioco un po' vizioso del bipolarismo, chi si riconosce nelle destre, tende a rigettare aprioristicamente qualsiasi istanza di tutela ambientale.

Per questo, nonostante in assoluto il candidato che sento meno lontano sia Obama, credo che una vittoria di John McCain (o, in minor misura, di Rudy Giuliani) sarebbe probabilmente la piu' utile sotto il profilo della lotta globale ai cambiamenti climatici.

Un Presidente repubblicano in prima linea contro il surriscaldamento terrestre porrebbe finalmente fine all'assurda catalogazione delle istanze ecologiste negli scatoloni ideologici delle sinistre, agevolerebbe un grande accordo internazionale sul clima e potrebbe far finalmente rinsavire anche quei tanti che, solo per schieramento ideologico, rifiutano qualsiasi politica seria di riduzione delle emissioni di gas serra.

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