Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Polemiche negli Stati Uniti per il continuo degradarsi della campagna elettorale, in casa democratica ed ora soprattutto in casa repubblicana.
Da ultimo, hanno destato scalpore le affermazioni dell'attore Chuck Norris su un'ipotetica nomination di John McCain nelle Primarie Repubblicane.
Chuck Norris, attivissimo sostenitore di Mike Huckabee, ha candidamente dichiarato che John McCain, attuale favorito nella corsa alla nomination repubblicana, potrebbe non vivere abbastanza a lungo neppure per completare un eventuale primo mandato presidenziale. Norris ha spigato che la carica presidenziale accelera di tre volte il processo di invecchiamento: nel gennaio 2009 McCain avrà 72 anni, e dopo 4 anni presidenziali, secondo le valutazioni di Chuck Norris, ne avrebbe 84. Nel caso di un secondo mandato, chiuderebbe a 96 anni (in realtà 80) i suoi otto anni da Presidente.
Chuck Norris ha concluso, affermando di ritenere lo stesso McCain adatto alla Presidenza, ma di temere che il suo vice-presidente ne possa prendere il posto già nel corso di un eventuale primo mandato presidenziale.
L'attacco, un po' macabro e decisamente di cattivo gusto, segue simili offensive condotte contro McCain nelle ultime settimane, attraverso email di massa, false interviste telefoniche, articoli di stampa e lettere aperte da parte di questo o quel comitato. In particolare, il comitato dei Veterani del Vietnam contro John McCain, guidato da Gerard Kiley, lo ha accusato di aver venduto i suoi compagni di prigionia ai vietnamiti, in cambio di un miglior trattamento durante i 5 anni della sua detenzione, mentre c'è chi continua a far circolare voci sulla presunta tossicodipendenza della moglie di McCain. Secondo queste voci, già diffuse ad arte nel 2000 dai sostenitori di George Bush, la moglie di McCain avrebbe avuto una figlia di colore da un amante (in realtà si tratta di una figlia adottata in Banghladesh dai McCain). E ancora, accuse di instabilità mentale successiva alla guerra in Vietnam.
La campagna elettorale statunitense procede cosi' in un clima di crescenti scorrettezze, ma il piu' maltrattato di tutti è di gran lunga Ron Paul, vittima di una campagna indecente da parte delle principali emittenti televisive statunitensi.
Ron Paul è stato ripetutamente accusato di essere un razzista, un complice del jihadismo, un traditore dell'America, un estremista di destra, un estremista di sinistra, un anarchico, a seconda della fantasia degli accusatori.
La palma delle nefandezze va pero' senza dubbio all'emittente televisiva Fox che prima ha organizzato un dibattito repubblicano senza invitarlo, poi in un successivo dibattito gli ha rivolto, a differenza di tutti gli altri candidati, domande individualizzate e provocatorie, cercando di impedirgli di confrontarsi con gli avversari sui singoli dossier, ed infine, dopo il grande secondo posto di Ron Paul nel Nevada, ha diffuso questa schermata di riepilogo dei risultati con Ron Paul che al momento era terzo, inspiegabilmente escluso dai top 3 in primo piano.
[Immagine catturata da Italians for Ron Paul]
Emblematico il dibattito Fox del 10 gennaio 2008 in Sud Carolina. Il conduttore sta chiedendo ai candidati un parere sul presunto incidente dello Stretto di Holmuz. Quando arriva il turno di Paul, la domanda cambia, e diventa, secondo la trascrizione/traduzione di Italians for Ron Paul: Deputato Paul, molti dei suoi sostenitori si autodefiniscono 9/11 Truthers. Essi credono che l´11 settembre sia stato permesso da elementi nella Casa Bianca o che questi elementi abbiano cercato di mascherare il loro coinvolgimento nella vicenda. Lei è d'accordo con queste accuse o chiederebbe a questi suoi sostenitori di abbandonare simili punti di vista oppure di distanziarsi dalla sua candidatura?
Una domanda creata ad hoc per danneggiare Ron Paul.
Segue la risposta di Paul ed un piccolo dibattito col moderatore:
Ron Paul: Beh, io non posso dire alla gente cosa debba fare o meno, ma personalmente ho lasciato da parte questi punti di vista. Non ci credo, questa e´ l´unica cosa importante. Non affermo nulla di simile a loro, al riguardo. Vorrei comunque prendere l´occasione per dire la mia sul tema che e´ stato discusso durante gli ultimi 20 minuti.
Moderatore: Signor Paul, e´ dunque disposto a domandare loro di smettere di appoggiarla?
Ron Paul: Beh, certamente non fanno molto bene alla mia candidatura. Se sono dalla mia parte, dovrebbero farlo. In ogni caso, la unica cosa di cui posso rispondere e´ quello che credo io e dico io stesso. Non posso dir loro cosa fare.. posso ora occuparmi del dibattito invece di soffermarci su questa faccenda?
Immaginate cosa sarebbe successo se la Fox si fosse comportata cosi' con un qualsiasi altro candidato: un putiferio. Lo ha fatto con Paul, e la vergognosa sceneggiata è passata sotto silenzio.
Eppure si sarebbe potuto chiedere a Mitt Romney, candidato dell'establishment bushista, che garanzie puo' dare ai suoi elettori che domani continuerà a pensare quanto afferma e promette oggi, visto che negli ultimi mesi è riuscito a cambiare idea almeno una volta praticamente su tutti i temi caldi della politica americana, dall'aborto all'uso della tortura, dai matrimoni omosessuali ai cambiamenti climatici, dall'immigrazione a Guantanamo.
Si sarebbe potuto chiedere a Giuliani se non abbia sbagliato partito candidandosi per i Repubblicani anziché per i Democratici, visto che sull'80% dei dossier la pensa come Hillary Clinton (immigrazione, aborto, coppie omosessuali, cambiamenti climatici, tortura).
Si sarebbe potuto domandare a Huckabee se non sia imbarazzato per le sparate di Chuck Norris, col quale sta girando per l'America a far campagna elettorale e se conferma quanto sostenuto alcuni anni fa, quando ebbe a dire che tutti i malati di AIDS andrebbero isolati e messi in quarantena.
Ma ovviamente, la Fox questo tipo di domande non le farebbe mai a nessuno, tranne che a Ron Paul, naturalmente.
Il 14% di Ron Paul non sortirà altro effetto che rendere ancora piu' cruenti questo tipo di attacchi in casa repubblicana.
Tra i Democratici, le cose non vanno meglio. Le ultime accuse, gravissime, se le sono scambiate l'entourage di Hillary Clinton e quello di Barack Obama all'indomani del voto in Nevada. Lo staff della Clinton ha accusato quello di Obama di pratiche intimidatorie ai seggi, per impedire ai sostenitori della Clinton di votare. Lo staff di Obama ha risposto accusando i collaboratori della Clinton di aver impedito l'accesso ai caucus a molti sostenitori di Obama.
Insomma, non proprio uno spettacolo edificante per la democrazia americana.
Solo Ron Paul puo salvare il mondo dalla lobby israeliana.
alle 10:49
Ron Paul REVOLUTION
E’ vero che la Federal reserve è INCOSTITUZIONALE?!?!
Ecco il video di Ron Paul candidato alla Presidenza nel 2008 e membro del Congresso. Ron Paul (Repubblicano, Texas) ha presentato il H.R. n° 2755 ”Per abolire il Consiglio dei Governatori del Sistema della Federal Reserve e della Banca della Federal Reserve, per abrogare la Legge sulla Federal Reserve e per altri scopi”. Questa legislazione contribuirebbe a ristabilire la costituzione degli Stati Uniti, che stabilisce che soltanto il Congresso può coniare soldi (Articolo I, Sezione 8, Comma 5) e che i debiti degli Stati Uniti siano depositati in argento ed oro (Articolo I, Sezione 10, Comma 1).
http://www.youtube.com/watch?v=u_nLoN0b_ZY