Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Anche in Italia Barack Obama sta diventando uno degli argomenti preferiti di politici ed editorialisti, ed attorno alla sua figura si è scatenata un'autentica gara a chi la spara piu' grossa.
Walter Veltroni si è innamorato del senatore dell'Illinois, sogna di poterlo imitare e di riuscire anche lui a proporsi come simbolo di cambiamento.
Massimo D'Alema ha dichiarato di non conoscerlo, e che voterebbe la Clinton perché si considera vicino alla sua famiglia.
Clemente Mastella si spinge ancora piu' in là, dichiarando di essere l'Obama campano.
Ma il vincitore questa volta non è un politico, ma un politologo.
Giovanni Sartori, alla trasmissione Markette e poi in un'intervista al Corriere della sera, ha incredibilmente sostenuto che Barack Obama è un lavativo perché ai tempi dell'Università non ha frequentato nessuno dei suoi corsi.
Insegnavo tre cose: teoria della democrazia, che dovrebbe essere rilevante per un futuro presidente; un corso di teoria dei partiti, e anche questo dovrebbe essere di interesse per un futuro presidente; e un corso di logica che spiegava come costruire un discorso e ragionare in politica.
[...]
Io non l'ho mai visto questo Obama, in nessuno dei corsi. Ne sono offeso. Allora: o aveva altri obiettivi o faceva il lavativo. Io ero noto come professore severo. Quindi i lavativi mi scansavano. Ho questa prevenzione a titolo personale, e oggi per vendetta non lo voterei. Se ha saltato i miei corsi non sa nulla di democrazia, di partiti, né di buona logica. [Corriere.it]
Complimenti per la strabiliante memoria, e naturalmente, per lo humor.