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Tibet: spettacolare protesta di Reporter senza frontiere

Martedì 25 Marzo 2008, 17:16 in Crisi e conflitti di

Ieri ad Olimpia, Atene, era in programma l'accensione della torcia olimpica, uno dei momenti simbolici piu' importanti del percorso di avvicinamento ai prossimi giochi olimpici di Pechino.

C'erano i maggiori rappresentanti del governo greco, c'era Jacques Rogge, il contraddittorio presidente del Comitato Olimpico Internazionale, c'era Liu Qi, il presidente del Comitato organizzatore di Pechino 2008, e c'erano anche tre giornalisti di Reporter senza frontiere: Robert Menard, Jean-François Juilliard e Vincent Brossel, decisi a fare qualcosa, dinanzi all'ipocrisia di un'Olimpiade della fratellanza celebrata sul sangue del popolo tibetano, su un dramma birmano e su un genocidio in Darfur resi possibili dalle complicità cinesi.

Appena il microfono è passato a Liu Qi, i giornalisti francesi hanno piazzato uno striscione con la scritta Pechino 2008, e sopra: i cinque olimpici rappresentati in forma di manette. Sono stati immediatamente arrestati.

La televisione ellenica, forse sedotta dallo spirito olimpico del regime cinese, ha subito cambiato inquadratura. Le televisioni cinesi, come sempre previdenti, hanno trasmesso l'evento in differita, tagliando opportunamente ogni immagine sconveniente.

I tre giornalisti sono ora nuovamente in libertà, ma dovranno presentarsi a Pyrgos, il prossimo 29 maggio, con l'accusa di aver recato offesa ad un simbolo nazionale, reato per il quale il codice greco prevede fino ad un anno di galera.

Continuano gli arresti e le violenze in Tibet e resta striminzito il partito del boicottaggio dei Giochi, benché un numero crescente di atleti sembrano intenzionati ad aderire alle proposte delle organizzazioni di salvaguardia dei diritti dell'uomo.

Tra gli atleti che piu' recentemente hanno dichiarato di essere favorevoli ad una qualche forma di boicottaggio, ci sono il neo primatista mondiale e pluricampione europeo di nuoto Alain Bernard, lo schermitore Nicolas Lopez ed il vicecampione del mondo della 50km di marcia Yohann Diniz, tutti atleti francesi che propongono di boicottare almeno la cerimonia d'apertura. Diniz è pronto ad indossare una maglietta pro-Tibet sul podio olimpico, Lopez a portarsi dietro una bandiera del Tibet.

Anche alcuni atleti tedeschi si sono espressi a favore del boicottaggio, in particolare la leggenda dell'equitazione Ludger Beerbaum e la giavellottista campionessa d'Europa Christina Obergfoell. 

Posizioni molto critiche verso l'indifferenza del Comitato Olimpico Internazionale sul dramma tibetano sono state espresse da stelle del nuoto come l'olandese Pieter van den Hoogenband ed il sudafricano Roland Schoemann, e dalla campionessa svizzera di triathlon Magali Di Marco-Messmer.

Silenzio assoluto tra gli atleti azzurri: i pochi che hanno parlato si sono espressi contro il boicottaggio. 

Tra i politici, i leader di governo restano quasi tutti fermamente opposti al boicottaggio, ma anche su questo fronte si registrano le prime timide aperture. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ed il suo Ministro degli Esteri Bernard Kouchner si sono detti possibilisti su un boicottaggio della cerimonia inaugurale. 

Il Presidente dell'Europarlamento Hans Gert Poettering ha rinnovato la proposta di boicottare la cerimonia inaugurale, la Commissione europea sembrerebbe incline a bocciarla: i Ministri degli Esteri europei ne dovrebbero comunque discutere la prossima settimana.

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