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Dopo 40 giorni senza consultazioni, tornano le Primarie democratiche con il voto in Pennsylvania.
La sfida tra Barack Obama ed Hillary Clinton, dopo aver entusiasmato gli americani per i primi mesi dell'anno, sembra essersi trasformata in una sorta di lunga agonia per il Partito Democratico.
Mentre il repubblicano John McCain ha già potuto iniziare la sua campagna in vista del voto di novembre, i Democratici ancora non sanno con certezza chi sarà il loro candidato.
La corsa alla nomination democratica pende chiaramente dalla parte del senatore nero dell'Illinois, ma l'ex first lady Hillary Clinton sembra intenzionata a giocarsi le sue chance fino alla convention democratica di agosto, anche perché è aritmeticamente impossibile che uno dei candidati ottenga prima di quella data i 2025 delegati necessari alla nomination.
Alla vigilia del voto di domani, Barack Obama è accreditato di 1418 delegati elettivi, contro i 1250 della rivale. Si è accorciata la distanza a livello di superdelegati: Hillary è sempre in vantaggio con i suoi 248 superdelegati, ma Obama ormai la tallona a quota 226.
Complessivamente, Obama puo' contare cosi' su 1644 delegati, contro i 1498 di Hillary Clinton.
Devono essere assegnati ancora 888 delegati, inclusi 320 superdelegati che in gran parte aspetteranno la convention democratica di agosto.
Domani, la Pennsylvania ne assegnerà 158, poi il 6 maggio sarà il turno di North Carolina (115 delegati) ed Indiana (72), quindi si andrà avanti con le ultime sei Primarie in West Virginia (28), Oregon (52), Kentucky (51), Portorico (55), Montana (16) e South Dakota (15).
Domani Hillary Clinton ha assolutamente bisogno di vincere con un margine di 15-20 punti per riuscire a recuperare in misura sensibile lo svantaggio, a questo punto consistente, che la separa da Obama. Ma comunque vada, è difficilmente immaginabile che la Clinton possa raggiungere Obama a livello di delegati elettivi.
L'ex first lady spera di ridurre lo svantaggio e poi spuntarla alla convention di agosto grazie ad un supporto in massa dei superdelegati.
Gli ultimi sondaggi sulla Pennsylvania, mostrano l'ex first lady in vantaggio mediamente di 5-6 punti, un vantaggio che rispetto ai sondaggi di 40 giorni fa che le attribuivano un margine anche di 20-30 punti, si è fortemente ridotto.
Sembra insomma ripetersi quanto già accaduto in California, Texas ed Ohio,
con Obama capace di strappare voti alla Clinton non appena mette piede nello Stato. In tutti questi Stati, la Clinton era poi stata in grado di riconquistarsi un piccolo margine negli ultimi 2-3 giorni di campagna elettorale.
Le ultime settimane sono state una battaglia di spot, e di attacchi personali un po' fuori dalle righe, soprattutto da parte dello staff di Hillary Clinton, ma la sfida tra i due sembra patire anche un certo calo di attenzione, complice la lunghezza di queste Primarie ed il vantaggio di Barack Obama, oggettivamente difficilmente colmabile.
I seggi della Pennsylvania chiuderanno alle 2 del mattino italiane di mercoledi. Poco dopo, se gli exit-poll daranno indicazioni chiare, la CNN annuncerà il suo projected winner (finora la CNN non ha praticamente mai sbagliato questo tipo di proiezioni), in caso contrario occorrerà attendere ancora ore per conoscere i risultati.