Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
La malagestione dei rifiuti, in Campania, ma non solo in Campania rischia di diventare, complice l'aumento delle temperature, il tormentone dell'estate.
Non si parla d'altro che degli sforzi del governo e di Bertolaso per porre rimedio all'emergenza napoletana, con quest'ultimo oggetto negli scorsi giorni di una sorta di disperata laica beatificazione da parte di gran parte del mondo politico, dei media ed addirittura di qualche comunità religiosa.
Cosi', i recenti arresti di alti funzionari statali impegnati nel settore dei rifiuti e la diffusione di clamorose rivelazioni riguardanti anche Bertolaso e alcuni dei suoi piu' stretti collaboratori, costituiscono una nuova tragedia nella storia della monnezza napoletana.
Nell'editoriale di Pierluigi Battista, sul Corriere della sera, si punta il dito contro i magistrati, perché, in definitiva, "nella guerra dei rifiuti non c'è peggiore irregolarità di quella che, senza validissimi e incontrovertibili motivi, porta alla demolizione delle strutture chiamate a eliminare le montagne di immondizia che ci stanno sommergendo."
Ma se si guarda al merito dell'inchiesta giudiziaria, secondo quanto riportato dalla stampa, non ci si puo' non chiedere se siffatte strutture dello Stato possano riuscire davvero ad eliminare le montagne di immondizia che ci stanno sommergendo.
Dalle intercettazioni, emerge il quadro di un Paese in cui ci sono funzionari statali che si dilettano in artifici per truccare le discariche, in cui ce ne sono altri che si interrogano su quali polverine magiche utilizzare per rendere meno puzzolenti le ecoballe che avrebbero dovuto essere trattate per ridurne l'impatto sanitario ed ambientale ma che per oscure ragioni finiscono in discarica senza alcun trattamento sanitario.
L'idea di rendere meno puzzolenti i rifiuti con una qualche polverina magica, senza intervenire sulla loro attitudine ad inquinare il territorio ed a ledere la salute dei cittadini, ricorda l'immagine del bambino disordinato che per evitare di farsi rimproverare dalla mamma, fa un grande mucchio di tutto quello che c'è in giro per la stanza per nasconderlo sotto il letto. Oppure quella del marito che, dopo aver fumato in camera da letto contro il divieto della moglie, tenti di nascondere le tracce del misfatto spruzzando quantità industriali di deodorante.
alle 13:48
Rob
si sa che napoli ormai è un caso mediatico, e come tutti i casi mediatici il governo è sempre dalal parte del giusto avendo il controllo di 6 televisioni che diffondono solo disinformazione.
il problema a quanto sembra è che chi ha dovuto occuparsi dei rifiuti in campania lo ha fatto senza averne i mezzi, (inutile dire come vengono vinti i concorsi in certe regioni del sud)
inutile dire che ora la televisione trova campo fertile cercando di convincere la gente che gli incenritori(che non è un parolaccia ma il nome del mezzo che si usa in quanto incenerisce la mateiria, non la valorizza di certo, quindi il termine termovalorizzatore è anche errato dal punto di vista del linguaggio) aiutano lo smalitmento dei rifiuti (rendendo qualsiasi materiale inservibile per sempre ma un po piu piccolo...) e nessuno ovviamente viene a sapere se non su internet che ci sono conseguenze negative per la salute.
riguardo alle intercettazioni, oggi giorno le telvisioni sono piu interessate ad altri argomenti, tipo la dura lotta contro Grand theft auto IV in cui studio aperto ad esempio parla di stupri(?) in un videogioco per una console, cosa tra l'altro errata e faziosa ovviamente (inutile dire che per altro è pubblicità occulta in quanto basterebbe non parlare del gioco invece di diffondere notizie errate).
Sono scomparsi i problemi dell'italiano medio, prima non arrivava a fine mese, ora non ci arriva ma non è piu interessante per i servi del secondo uomo piu basso del governo attuale (il primo è brunetta penso preso per le foto di gruppo per fare risaltare l'altezza dell'altro individuo)
ps. ho preso volutamente uno dei telegiornali peggiori del panorama italiano, ma non è che gli altri si discostano di molto essendo l'opinione giornalistica rilasciabile in tv solamente una.