Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Nel piccolo Stato della West Virginia, Hillry Clinton si è aggiudicata ieri la piu' schiacciante delle vittorie con il 67% dei voti contro il modesto 26% del rivale.
In palio c'erano solo 28 delegati, di cui 20 sono andati alla Clinton ed 8 a Barack Obama. La vittoria, nettissima, era ampiamente prevista a causa delle caratteristiche demografiche, della tradizione democratica ma conservatrice dello Stato e dei legami che storicamente legano i Clinton con la West Virginia.
Ma neppure vincendo le poche rimanenti Primarie con una simile percentuale Hillary Clinton potrebbe annullare l'ormai incolmabile divario, in termini di delegati, che la separa dal giovane avvocato di colore.
Secondo gli ultimi conteggi, Barack Obama è ormai arrivato a quota 1882 delegati (1600 elettivi, 282 superdelegati) contro i 1717 di Hillary Clinton (1444 elettivi, 273 superdelegati). Ad Obama servono ormai solo 143 delegati per avere la certezza della nomination, certezza che potrebbe ora arrivare anche prima della convention democratica di Denver del prossimo agosto.
La netta affermazione di ieri della Clinton è piu' che compensata dall'impennata di superdelegati che nell'ultima settimana sono usciti dall'ombra per annunciare il loro sostegno ufficiale al candidato afro-americano.
E mentre Obama era impegnato a contare i superdelegati che, dopo la sua vittoria in North Carolina, di ora in ora decidevano di schierarsi al suo fianco, Hillary Clinton ha dovuto incassare la fuga di alcuni superdelegati che hanno deciso di revocarle il proprio supporto per schierarsi con Obama.
Per la prima volta Barack Obama ha cosi' guadagnato anche la leadership tra i superdelegati, superando Hilary Clinton che ancor prima dell'inizio delle Primarie vantava un vantaggio di circa 100 superdelegati sul rivale.
Non restano ora che Kentucky, Oregon, Puerto Rico, South Dakota e Montana.
I giochi sembrano ormai fatti, non solo per un'aritmetica tutta favorevole ad Obama, ma anche per alcuni indizi che possono trarsi dall'ultima settimana di campagna elettorale.
Il primo di questi indizi viene dai superdelegati ancora incerti, molti dei quali hanno invitato Hillary Clinton ad evitare campagne negative contro Barack Obama, per il bene del Partito democratico ed in vista del voto di novembre.
Il secondo indizio emerge dai discorsi di Hillary Clinton, che pur continuando ad affermare di voler giocarsi le sue carte fino in fondo, sembra aver cessato gli attacchi personali contro il rivale.
Il terzo indizio arriva proprio da Obama che ormai sembra aver iniziato la sua campagna presidenziale contro John McCain, cominciando ad organizzare eventi negli Stati chiave in vista del voto di novembre e dedicando sempre meno tempo e meno denari alle ultime restanti Primarie.
Si va dunque verso una sfida McCain-Obama, semplicemente impensabile all'inizio delle Primarie, una sfida in cui, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti d'America, si affronteranno due candidati che considerano priorità di governo temi come la tutela ambientale, la lotta all'inquinamento e quella ai cambiamenti climatici.
Su entrambi i fronti, hanno prevalso (tra quelli che avevano qualche chance di farcela) i due candidati migliori (o, se preferite, meno peggiori) dal punto di vista dei piani in materia ambientale, due candidati che si pongono in netta rottura con la tradizione dell'amministrazione Bush.
alle 20:36
tekele
Viva Obama !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!