Scajola, il nucleare e la democrazia calpestata
Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 13:40 in Politica italiana
Il Ministro Scajola ha annunciato che entro 5 anni inizierà la costruzione di nuovi impianti nucleari. Scajola non ha parlato di referendum consultivi, sicché il governo parrebbe intenzionato ad andare su questa strada senza neppure degnarsi di chiedere ai cittadini, che sul nucleare già si sono pronunciati contro, se per caso abbiano cambiato idea negli ultimi anni.
Sotto il profilo del metodo, la vicenda ricorda la riforma elettorale di Calderoli, voluta contro l'esito dei precedenti referendum elettorali e la reintroduzione del finanziamento pubblico ai partiti, nonostante la diversa volontà espressa dagli italiani in altro referendum.
Talora per l'interesse dei partiti, talora per l'interesse di certe industrie, i governi si sentono liberi di ignorare completamente il verdetto dei referendum.
Anche i sondaggi piu' recenti mostrerebbero una netta contrarietà degli italiani al nucleare, ma al governo non sembra interessare.
La volontà dei cittadini tornerà ad avere un qualche rilievo strumentale solo alle prossime elezioni politiche: tra un anno se la Lega non avrà altri mezzi per impedire i referendum elettorali; tra cinque se il Parlamento riuscirà ad approvare in tempo una riforma elettorale che renda inutile la consultazione popolare.







1. Rinascita Liberale, Giovedì 22 Maggio 2008 ore 14:38
Spesso si da troppo valore al popolo bue. Soprattutto su argomenti di cui non sa nulla. Come l'energia e il nucleare. Il referendum venne indetto e vinto sull'onda emotiva di Chernobyl, sulla campagna di falsità e luoghi comuni degli ambientalisti. E ha ridotto l'Italia a Paese del terzo mondo. Siamo dipendenti da tutti per l'Energia, e in compenso abbiamo centrali nucleari a due passi dai nostri confini.
Il popolo ha deciso il 13 aprile. Ha scelto il centrodestra sapendo che Berlusconi era a favore del nucleare. Quindi, poche chiacchiere. Viva il nucleare, abbasso l'ecocomunismo!
2. paolodilautreamont, Giovedì 22 Maggio 2008 ore 15:01
Inoltre, il referendum imponeva una sospensione pro tempore, e null'altro.
3. Stefano Anedda, Giovedì 22 Maggio 2008 ore 17:55
Cosa ci si può aspettare da questo governo??? la maggior parte degli italiani ha creduto al berlusconi "signor promesse salvifiche" e "amico del popolo" ora lui (e i suoi) voltano le spalle e fanno il solito governo "poco" democratico.
Bisognerebbe pensarci prima del voto però...
Complimenti comunque per il sito, molto carino. Io ne ho aperto da poco uno all'indirizzo www.stefanoanedda.wordpress.com che parla di tematiche di politica e attualità....
4. Rosario Mastrosimone, Giovedì 22 Maggio 2008 ore 18:28
Non vedo perché il popolo "bue" dovrebbe saperne meno di un governo non meno "bue". La tecnocrazia richiederebbe comunque un po' di competenze.
5. cristiano, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 09:42
perchè adesso sono gli ambientalisti che hanno messo in crisi l'italia :D
ma per piacere...
cmq prima di parlare di nucleare, sul quale non è che si deve essere contrari per ideologia, credo che si dovrebbero affrontare un po di problemini irrisolti.
1. le scorie, ancora ci palleggiamo quelle fate prima di chiudere le nostre centrali
2. chiusura delle centrali - bravi gli industriali italiani costruiscono le centrali coi finanziamenti pubblici, intascano i profitti e poi lascia i costi di smantellamento a carico della collettività. quelle fatte sono ancora li, radioattive in condizioni di quasi totale abbandono.
3. picco dell'uranio. (non mi si venga a dire che si estrae dall'oceano per favore). stiamo usando quello delle testate nucleari in via di smantellamento per far fronte al fabbisogno di uranio mondiale (non dureranno tanto)
4. per avere una % decente di energia del nucleare servirebbero una ventina di centrali. ma con tutti quei soldi non sarebbe il caso di investire qualcosa non si esaurirà in 30-50 anni? (servono una decina di anni per fare una centrale)
5. costi delle materie prime. con il petrolio che viaggia sopra i 130 a barile, in crescita, sarà ancora conveniente sto nucleare.e il petrolio non è l'unica materia prima in esaurimento.
quello che mi consola è che faranno in tempo a farle le centrali, sto sistema sta per collassare sotto il peso delle proprie follie e della propria ingordigia
6. Studente di ingegneria energetica, Domenica 25 Maggio 2008 ore 18:17
Volevo ricordare che il referendum sul nucleare non chiedeva di chiudere le centrali nucleari nè tanto meno ne proibiva la costruzione di nuove (rileggete il testo del referendum!).
In Europa il nucleare è la prima fonte per la produzione di energia elettica, semplicemente perchè è il modo più economico per produrla e garantisce una certa autonomia energetica..mentre in Italia dipendiamo in tutto e per tutto dai capricci dei produttori di gas e petrolio.
Non è assolutamente vero che l'uranio si esaurirà in 40 anni. Semplicemente non sarà più conveniente estrarre l'isotopo dell'uranio 235, il più utilizzato nelle centrali attuali, che rappresenta circa lo 0,7 % dell'uranio presente in natura. Le centrali più moderne impiegano già uranio 238, con stime di disponibilità dell'ordine delle migliaia di anni.
Oltre la già citata convenienza economica, le centrali nucleari hanno il vantaggio di non emettere assolutamente nessuna sostanza nociva in atmosfera. Al massimo emettono vapore d'acqua.
L'unica emissione è quella delle scorie. A parer mio se ben confinate rappresentano un inquinamento sì pericoloso ma localizzato in un punto. Le centrali a olio o gas invece emettono in atmosfera tonnellate di anidride carbonica e altri gas più o meno nocivi, ben difficili da confinare e dalle conseguenze difficilmente valutabili sulla salute, ambiente e clima. Inoltre, le centrali di nuova generazione, sono concepite in modo da estrarre il massimo dell'energia anche dalle scorie, così da renderle molto meno pericolose e radioattive per tempi dell'ordine del secolo.
La tecnologia nucleare è l'unica che può garantire a un Paese la produzione di grandi quantità di energia a basso costo, con un impatto veramente minimo. Essa garantisce inoltre una certa indipendenza energetica, permettendo di evitare tensioni internazionali e guerre per il controllo del petrolio, tensioni che andranno ad aggravarsi in futuro vista la continua crescita della domanda.
In tempi in cui il petrolio continuerà ad aumentare di prezzo, inoltre, anche il trasporto stradale ne subirà le conseguenze, e ad oggi, il più valido sostituto della benzina sembra essere l'idrogeno. Se in futuro prenderà piede la tecnologia dell'idrogeno (ancora tutta da sviluppare), occorre ricordare che l'idrogeno non si estrae in natura, ma va prodotto utilizzando grandi quantità di energia. Oggi lo si estrae dal metano, rilasciando però in atmosfera anidride carbonica. Un modo ecocompatibile per produrre idrogeno è estrarlo dall'acqua, con grandi quantità di energia. E ancora una volta, il modo più economico per trovare questa energia è dalla fonte nucleare.
In Italia abbiamo l'occasione di costruire il primo parco di centrali nucleari di nuova generazione, dobbiamo cogliere l'occasione al volo, prevedendo i ritorni in termini di competenze e tecnologie. Parallelamente si potrebbero sviluppare tutte le altre forme di energia pulita, che, pur nei loro limiti che bisogna riconoscere e non far finta che non esistano, possano dare un contributo importante nel bilancio energetico nazionale, rendendo l'Italia un Paese energeticamente sostenibile.
Ritengo inoltre che sul tema nucleare vi sia molta ignoranza e che non si possano prendere posizioni senza competenze a riguardo. Ritengo che solo quando si ha un minimo di conoscenza sui principi di funzionamento delle centrali nucleari si possa discutere sulla validità o meno della tecnologia. Una conoscenza di base, abbordabile a tutti, andrebbe impartita nei corsi di fisica delle scuole superiori, ma attualmente in Italia non si capisce perchè non se ne ha interesse.
Spero vivamente che in Italia si possa tornare al nucleare, ne va del benessere di tutti noi e dell'ambiente. Non è una questione di politica o di posizioni prese, è una questione di buon senso. E' ovvio però che occorrerà prestare attenzione alle speculazioni.
7. matteo, Martedì 1 Luglio 2008 ore 17:33
x rinascita liberale..complimenti per il commento sembri proprio uno superiore al popolo bue..peccato che nn hai saputo motivare un'opinione...però ancora complimenti x le chiacchere...
x studente di ingegneria energetica...io non sono preparato quanto te ma posso dirti 2 cose lo stesso
1)la necessità di uranio x il funzionamento delle centrali non risolve il problema della dipendenza energetica da altri paesi, in Italia non si estrae uranio quindi andrebbe comprato.Non ci sarebbero guerre per il petrolio ma per l'uranio.
2)le scorie non sono un problema da poco come dici tu..non penso che si possa andare avanti (come fanno gli USA) a metterle negli atolli nell'oceano pacifico o in Africa(che tanto sono poveri)...e poi non diventano sicure nell'ordine del secolo ma molto più tardi...
3)in tutta europa ci si muove verso la denuclearizzazione (spagna, belgio, germania) o verso le fonti rinnovabili e il risparmio energetico...
ricordo che se pretendiamo di aumentare a dismisura i nostri consumi energetici per tenere contemporaneamente accesi computer, tv, stereo e automobile non basterebbe neanche una centrale nucleare per condominio....
riflettiamo sul nostro stile di vita e sui nostri consumi....(vale anche per i rifiuti solidi che produciamo e per l'acqua che consumiamo).