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La colossale bufala del governo sulla sicurezza

Martedì 17 Giugno 2008, 15:23 in Politica italiana di

Tra il pugno duro contro gli immigrati e l'esercito nelle città, il governo ha ben pensato di inserire la sospensione dei processi per i reati puniti con pena inferiore ai 10 anni.

All in one, tutto nel decreto sulla sicurezza oggi dibattuto al Senato, troviamo norme che vanno in una direzione ed altre che vanno nella direzione opposta, un coacervo di singoli pessimi interventi normativi che nel loro complesso palesano livelli record di incoerenza

Per tutti i fatti di reato che siano stati commessi "fino al 30 giugno 2002" e "che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado", l'emendamento presentato oggi dal Pdl prevede la sospensione di un anno con lo slittamento anche dei termini di prescrizione.

La misura produrrebbe effetti notevoli su un numero enorme di procedimenti penali in cui gli imputati sono soggetti a misure restrittive della libertà personale, in primis la custodia cautelare in carcere. In tutti i casi in questione, la scadenza dei termini massimi di custodia cautelare in carcere prima della definizione del processo porterà alla liberazione di un numero non pronosticabile di imputati che per i giudici o possono inquinare le prove, o possono fuggire o, peggio, possono commettere nuovi reati.

Detto altrimenti, il governo riesce nell'impresa di partorire un decreto sulla sicurezza che agevola la scarcerazione di persone considerate in qualche modo pericolose. Inclusi quegli immigrati irregolari che si teme possano commettere nuovi delitti: e questo dopo una campagna elettorale all'insegna della legittimazione del razzismo e della xenofobia, in cui si prometteva il pugno di ferro contro chiunque avesse il passaporto del colore sbagliato.

Tra i reati puniti con pena inferiore ai 10 anni ritroviamo la partecipazione a banda armata, peculato e malvesazione ai danni dello Stato, la corruzione del pubblico ufficiale, la corruzione in atti giudiziari, fabbricazione e detenzione di esplosivi, alcune ipotesi di violenza sessuale, lesioni personali dolose, omicidio colposo, abbandono di minore, diffusione di materiale pedopornografico, alcune ipotesi di usura, e ancora furto, truffa e violenza privata. Non proprio reati di scarso allarme sociale.

La fantasiosa sospensione dei processi sembra essere dettata dall'ennesimo interesse personale del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. 

Per gli imputati di reati puniti con pene inferiori ai 10 anni che hanno atteso il processo per poter finalmente dimostrare la loro innocenza, la fine del loro calvario giudiziario slitterà invece di almeno un anno. 

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