Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Piu' le idee sono semplici, piu' fatichiamo ad accettarle. Ma l'idea di utilizzare un sistema di aquiloni per massimizzare la produzione di energia dal vento merita attenzione.Ne parla oggi Repubblica in questo articolo di Maurizio Ricci.
Sviluppata in California, Olanda ed in Italia dalla KiteGen, la centrale elettrica ad quiloni pare in grado di produrre tanta energia quanto una centrale nucleare a fissione, a costi molto piu' bassi e con un impatto ambientale molto minore.
I prototipi hanno dato eccellenti risultati e la tecnologia è relativamente semplice. Si va a prendere il vento dove c'è, ad 800-1000 metri di altitudine, lo si cattura e si immagazzina l'energia prodotta a terra immettendola nella rete. Con un consumo di spazio inferiore a quello delle attuali centrali eoliche a turbina e con un impatto paesaggistico trascurabile.
In Olanda, due giorni fa, è stata inaugurata la piu' grande centrale eolica offshore del mondo con un impianto composto da 60 turbine da 2 MW, capace di alimentare il fabbisogno energetico di oltre 120'000 famiglie olandesi per tutto l'anno con un impatto ambientale minimo.
In California, il successo dell'eolico consente già oggi di soddisfare i bisogni energetici di oltre un milione di persone ed il dato è destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni, grazie alla convinta spinta del governatore Schwarzenegger.
In Italia invece il Ministro per lo sviluppo economico, Scajola, continua imperterrito nella sua crociata per il nucleare a fissione, cambiando idea quasi ogni giorno sui tempi del ritorno al nucleare dell'Italia, non spiegando che le centrali di nuova generazione (quarta generazione, sono solo una remota ipotesi futura) e continuando a cavalcare il mito dell'energia a basso costo.
Intanto, l'Energy Information Administration degli Stati Uniti rende noto che complessivamente, ma non considerando i costi di smaltimento e smantellamento, l'energia nucleare di terza generazione costa il 15% in piu' di quella prodotta col gas naturale.
In Italia, dove siamo maestri di contabilità creativa, si continua da piu' parti a sostenere il contrario, ad affermare che ci sarebbe una riduzione del prezzo in bolletta e ad ignorare che quella eventuale riduzione sarebbe piu' che controbilanciata dalla destinazione di fondi pubblici per coprire i costi restanti.
L'intervento di Massimo Ippolito (scorri l'elenco)
alle 17:21
genna
Parole sacrosante.
Su radio24 ho sentito di un progetto dell'ENI da 3 miliardi di dollari per il filtraggio del petrolio dalle "sabbie bituminose" in Libia.
Voi ne sapete qualcosa?