Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
L'Italia ha bisogno di una grande operazione-trasparenza che parta dai documenti fondamentali su cui si regge.
L'articolo 1 della Costituzione va completamente riscritto. La sua formulazione non è mai stata convincente, quel grottesco riferimento ad una supposta Repubblica fondata sul lavoro andrebbe eliminato. Serve un'operazione-verità che consenta anche agli abitanti della penisola piu' sprovveduti una informazione corretta sulla reale natura dell'Italia, quella di un Paese fondato sulla raccomandazione ed il clientelismo.
L'ultima ondata di intercettazioni mostra un Paese in cui anche politici e giornalisti di spessore, anziché occuparsi di quello di cui dovrebbero, si dedicano alla raccomandazione piu' sfrenata: assicurare una parte in una qualche fiction a giovani attrici e veline, loro amiche. Amicizie intergenerazionali, magari anche tra settantenni e ventenni che ben potrebbero esserne le figlie o le nipoti, amicizie.
Ma la raccomandazione è ovunque, certo non solo nel mondo dello spettacolo ed è comunemente accettata come una pratica ineliminabile.
L'effetto della cultura della raccomandazione è generalmente la sottrazione di un posto di lavoro al piu' capace, in favore del piu' raccomandato. Sarà forse anche per questo che le fiction italiane sono particolarmente scadenti, le aziende poco competitive, le università in caduta libera, gli enti pubblici un'oasi d'incompetenza.