Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Gli Stati Uniti hanno eletto l'Algeria a grande alleato nella lotta al terrorismo, l'Europa ne ha legittimato il regime promuovendo un ampio accordo di associazione in campo commerciale.
Ma quello algerino è lungi dall'essere uno Stato di cui ci si possa fidare troppo, è costantemente oggetto di critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani e con le leggi sulla riconciliazione nazionale ha garantito l'impunità a centinaia di criminali che nel corso della guerra civile avevano causato la morte o la sparizione di centinaia di migliaia di persone.
E' di oggi la notizia, qui riportata da Le Monde, della condanna di due cittadini algerini a 6 mesi di prigione, sostanzialmente a causa della loro conversione al cristianesimo.
La Commissione europea, organo esecutivo dell'Unione Europea, lancia in giro per il mondo curiose iniziative simboliche sui diritti umani, come il premio "Diritti dell'uomo ed Unione Europea" rivolto ai giornalisti del Camerun, ma quando conta, quanto conta davvero, sembra sempre piu' incline a svendere i diritti umani in cambio di qualche buon affare. E' quello che sta accadendo con l'Algeria e la Tunisia, con la Turchia e con la Libia, con la Russia e con l'Arabia Saudita, e con la Cina.
I diritti umani tornano in auge solo quando servono elettoralmente, ed allora la Lega diventa improvvisamente "umanitaria" pur di andar contro l'Islam, certa sinistra diventa "umanitaria" su Guantanamo, pur di andar contro gli Stati Uniti di Bush.
Ma i diritti umani dovrebbero valere sempre, essere difesi sempre, anche e soprattutto quando è scomodo e sconveniente, altrimenti si darà ragione a certi teorici del jihadismo che considerano i diritti umani nulla piu' che uno strumento coloniale dell'imperialismo occidentale.