Colombia: 20 milioni di dollari in cambio della liberazione degli ostaggi
Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 14:22 in Attualità
Dopo la liberazione di Ingrid Betancourt e di altri 14 ostaggi dalle mani delle FARC, e mentre qualche nostrano quotidiano troppo sbrigativamente parla già di fine delle FARC, cominciano ad emergere i primi dettagli di una certa attendibilità su come, dopo sei lunghissimi anni, la liberazione degli ostaggi sia finalmente divenuta possibile.
A rivelarli è la Radio nazionale svizzera di lingua francese che da anni segue da vicino la situazione in Colombia ed in particolare i negoziati di pace di cui proprio la Svizzera era stata incaricata.
Secondo la versione ufficiale fornita dal Ministro degli Esteri Santos, la liberazione degli ostaggi è invece il frutto dell'infliltrazione di un agente dei servizi segreti nelle fila dei vertici delle FARC. Il Ministro aveva dichiarato mercoledi che l'agente colombiano infiltrato era riuscito a radunare tre diversi gruppi di ostaggi in un un solo posto e farli salire su un elicottero dell'esercito, convincendo gli altri militanti FARC che l'elicottero avrebbe portato i 15 prigionieri nella sede operativa di Alfonso Cano, il numero uno dell'organizzazione. La versione ufficiale, cinematografica, offerta dal governo colombiano aveva da subito suscitato qualche sospetto, ma nel generale clima di sollievo per la liberazione degli ostaggi la questione delle modalità del loro rilascio era inizialmente passata in secondo piano.
Col passare delle ore, pare pero' sempre piu' verosimile che il blitz governativo non sia stato altro che una messa in scena per consentire al Presidente Uribe di mantenere un'immagine di coerenza rispetto alla sua linea ufficiale, contraria a qualsiasi trattativa diplomatica con le FARC, e per evitare imbarazzi alla Casa Bianca anch'essa ufficialmente contraria a "negoziare con i terroristi".
La Radio svizzera, in base ad informazioni acquisite da una fonte definita "vicina ai fatti, affidabile e sperimentata a piu' riprese in questi ultimi anni", ha rivelato che per la liberazione degli ostaggi sarebbero stati pagati alle FARC 20 milioni di dollari, in seguito ad una transazione promossa dagli Stati Uniti. Verosimilmente promossa per ottenere la liberazione di tre contractor privati, ovvero soldati di milizie private, come la celeberrima Blackwater, che cooperano con l'esercito statunitense.
La transazione sarebbe poi stata concretizzata grazie all'operato della moglie di uno dei militanti FARC che si occupavano dei prigionieri: costei, che era stata arrestata dalle forze governative, sarebbe stata appositamente liberata per mettersi in contatto col marito ed agevolare l'avvio delle trattative.
La liberazione giungerebbe cosi' non casualmente al momento ideale per Uribe che per risolvere alcuni problemi interni alla sua maggioranza ha chiesto lo svolgimento di elezioni anticipate.
Per gli amanti delle speculazioni, è bene ricordare che la liberazione è avvenuta proprio mentre il candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain si trovava in Colombia per discutere di guerra al terrorismo e degli ostaggi americani in Colombia.
La guerra tra le FARC e le forze governative era iniziata negli anni '60, con le FARC che si profilavano come braccio militare del Partito comunista colombiano in contrapposizione alle milizie paramilitari filoamericane. All'epoca non c'era nessuna sostanziale differenza nei metodi di lotta tra le forze filo-governative ed i ribelli delle FARC, la cui lotta parve a parte dell'opinione pubblica mondiale come la solita romanzata battaglia per i diritti dei poveri contro gli abusi dei ricchi, amici degli imperialisti americani. C'era probabilmente all'epoca qualcosa di vero in questa visione, e certamente non mancavano nelle FARC coloro che davvero credevano di battersi per una causa giusta. Decennio dopo decennio, le FARC si sono trasformate in un'organizzatissima rete di banditi, iniziando ad avvalersi del traffico di droga quale mezzo di autofinanziamento fino ad essere ripudiate, negli anni '80, anche da quello stesso Partito comunista colombiano nel cui ambito si erano sviluppate.
Cosi', le FARC, da movimento di guerriglia si sono trasformate in nulla piu' che organizzazione criminale, sicché anche la loro indicazione tra i gruppi terroristici pare sempre piu' inadeguata avendo le FARC perso gran parte dei loro originari riferimenti politici. Al di là del loro nome, esse paiono ormai in tutto assimilabili ai grandi cartelli della droga, anch'essi dotati di proprie strutture paramilitari.
Una sola cosa sembra essere rimasta la stessa nelle FARC, la sua organizzazione militare fortemente gerarchica. Ed è proprio questa caratteristica organizzativa che rende molto poco verosimile la versione ufficiale del governo colombiano sulla liberazione degli ostaggi. Sembra in effetti irrealistico che in un'organizzazione come quella delle FARC un nuovo militante (l'agente colombiano infiltrato) riesca ad inserirsi e raggiungere i livelli piu' alti dell'organizzazione del giro di solo pochi mesi.
Sarebbe come se un soldato semplice, nel giro di pochi mesi, arrivasse a sedere nelle sale dei generali, come fosse quasi un loro pari, o piu' appropriatamente, come se l'ultimo arrivato dei picciotti di cosa nostra riuscisse, dopo pochi mesi, ad arrivare ad essere uno dei boss piu' importanti.







1. ale, Sabato 12 Luglio 2008 ore 22:43
sinceramente dopo le dichiarazioni esternate dalla betancourt circa la testata rifilata a materazzi da parte di zidane durante la finale del mondiale di calcio 2006 provo profonda ripugnanza nei confroni di questo essere vivente e spero vivamente che VENGA RAPITA VERAMENTE e fatta soffrire fino all'ultimo secondo della sua sporca vita.