Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il Consiglio d'Europa è nato il 5 maggio 1949 con l'obiettivo di garantire l'attuazione della Convenzione europea sui diritti umani ed in particolare battersi contro discriminazione delle minoranze, xenofobia, intolleranza, terrorismo, tratta degli esseri umani, criminalità organizzata e corruzione e violenza nei confronti dei bambini.
Nella sua ormai ultracinquantennale storia, il Consiglio d'Europa è intervenuto spesso per denunciare le violazioni dei diritti umani nelle zone piu' turbolente d'Europa e non di rado anche fuori dal vecchio continente.
Difficile pero' ricordare a memoria un intervento tanto duro verso un governo dell'Europa occidentale come quello di oggi nei confronti dell'Italia.
Per il commissario Thomas Hammerberg, il governo italiano sta violando la Convenzione europea sui diritti umani.
In particolare, secondo Hammerberg, "Le misure attuate in Italia non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi."
Per Hammerberg, "le preoccupazione di sicurezza non possono essere l'unica base per le politiche in materia di migrazione. Le ultime misure adottate dall'Italia sono lacunose sia sul piano dei diritti umani, sia su quello dei principi umanitari e potrebbero contribuire alla diffusione della xenofobia".
In particolare, destano preoccupazione le norme del "pacchetto sicurezza", l'adozione dello stato d'emergenza, il trattamento di rom e sinti, la criminalizzazione dei migranti e l'effetto della nuova normativa sul diritto d'asilo.
Hammerberg ha ricordato anche l'esigenza di sospendere ogni procedimento di espulsione allorquando sia pendente un ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti umani e questa ne abbia fatto richiesta.