Pechino 2008: le schiave-bambine della ginnastica cinese
Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 15:20 in Diritti umani
L'importante è vincere, a qualsiasi costo. Dopo il doping fisico, arriva il doping anagrafico delle bambine cinesi, dai documenti contraffatti dal regime per poterle presentare ai Giochi nella ginnastica artistica e sconfiggere la nazionale statunitense in una delle sfide piu' attese di questa sventurata edizione delle olimpiadi.
Jiang Yuyuan e He Kexin ufficialmente hanno 16 anni, in realtà di anni ne hanno non piu' di 14, come dimostrano in modo incontestabile i loro dati anagrafici relativi alle gare condotte quando erano poco piu' che infanti, dati ufficiali di fonte cinese.
Le atlete bambine sono particolarmente performanti nelle discipline ginniche, da un lato per il loro minor peso, dall'altro per la facilità con cui gli allenatori possono spingerle ad allenarsi e gareggiare nella piu' totale incoscienza del pericolo.
La prassi di produrre atlete-bambine non è esclusiva cinese, ma la programmazione del loro futuro atletico impressiona per l'assoluto disinteresse mostrato verso chi, in definitiva, dovrebbe vivere la propria età e non essere trasformate in automi da competizione dopo essere state reclutate di forza dal'età di 5 o 6 anni.
Portate in campi d'allenamento, addestrate mentalmente e fisicamente, sottoposte a diete rigidissime per restare sotto i 40 kg di peso, secondo alcuni report esse sarebbero anche sistematiche sottoposte ad un sistema educativo che non disdegna l'uso della violenza per plasmare la perfetta atleta in grado di rafforzare la vanagloria nazionalista cinese.







1. sababo, Domenica 17 Agosto 2008 ore 16:57
Oggi abbiamo la stessa vena opinionistica e abbiamo constatato la stess cosa, non siamo i soli, certamente.E' diffusa questa indignazione. Mi chiedo cosa possiamo fare!
2. Rob, Domenica 17 Agosto 2008 ore 18:01
l'unica cosa che si poteva fare temo non fosse nelle mani del resto del mondo(che poteva tranquillamente boicottare i giochi), ma solo del cio, cioè non fare partecipare chi usa simili metodi per allenare gli atleti, chi si allena deve farlo di sua scelta, non per decisioni di altri.
3. Alessio, Lunedì 18 Agosto 2008 ore 10:22
si accetta tutto dalla Cina, per questioni economiche e politiche. Non siamo ipocriti. Le bambine-atlete sono solo la punta di un iceberg di diritti negati, di violenze, di esperimenti degni dei nazisti... ecc.ecc... che dovrebbero portare a boicottare la Cina in ogni sua forma.
Ma siamo ipocriti, parliamo, parliamo... ma poi i giocattoli, vestiti, hifi a poco prezzo Made in China li compriamo al volo!
4. Rob, Lunedì 18 Agosto 2008 ore 14:41
Direi che è difficile evitare quello che non si conosce, una percentuale altissima delle merci ormai è prodotta in cina, unico neo, nessuno ha la possibilità di saperlo prima dell'acquisto, e spesso nemmeno dopo, basterebbe che fosse scritto chiaro sulla confezione.
Puoi boicottare un azienda se sai da dove proviene la roba, esempio: amstrad = cina = boicotto, chiaramente è un esempio a caso, in quanto amstrad è di proprità del fratello di chi governa e casualmente produce merci in cina.