Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
L'inutile Vertice UE sulla situazione in Ossezia del sud si è risolto con una timida dichiarazione finale in cui si raccomanda alla Russia di completare il ritiro dal territorio georgiano e si dispone la sospensione di alcuni negoziati fino al loro completamento.
Ma al di là dello stentato accordo di compromesso, quel che emerge è la chiara divisione in due del vecchio continente, con da una parte Germania, Francia e Italia, estremamente accondiscendenti verso il Cremlino e dall'altra la Gran Bretagna ed i Paesi ex comunisti, molto piu' rigorosi e determinati nel chiedere alla Russia di rinunciare alle sue pretese para-imperialiste.
Questa divisione corrisponde in parte a quella imposta dalla convenienza energetica di breve termine, con Germania, Francia e Italia sempre piu' dipendenti dalla Gazprom e quindi sempre meno libere di fronte alle pretese del Cremlino.
Quello che da qualche anno si sta componendo è un pericoloso intreccio di interessi politico-affaristici che, pur essendo assolutamente alla luce del sole, sembra riscuote un'attenzione modesta da parte di analisti e commentatori.
In un contesto in cui non è chiaro se sia Gazprom a tenere le redini del governo russo, o viceversa, Gerhard Schroeder, che alla guida del governo tedesco aveva promosso la creazione del grande gasdotto che collega direttamente la Germania alla Russia, è diventato uno dei piu' alti dirigenti proprio della Gazprom.
In Germania ed in Francia, la sensazione è che la Russia sia una potenza in ascesa e gli Stati Uniti una potenza in crisi, e che quindi convenga evitare di irritare Mosca.
Nel suo piccolo, Silvio Berlusconi ha trascorso il Vertice europeo facendo proprie le posizioni dell'amico Putin, fino a suggerire che l'invasione russa dell'Ossezia del sud non avrebbe nulla di sproporzionato. Non è ben chiaro come questa posizione possa conciliarsi con gli slogan filo-NATO e filo-USA propagandate da questa maggioranza di governo praticamente in ogni altra occasione. Non è chiaro come un presidente del consiglio che ha fatto dell'anticomunismo la ragione ufficiale del suo ingresso in politica, possa trovarsi cosi' a suo agio nel prendere le parti di una Russia governata da ex agenti del KGB e che sogna di ricostituire, sotto altre forme, un nuovo impero sovietico.
alle 17:18
Zoommantik
Peccato che la Georgia abbia sfruttato l'inaugurazione dell olimpiadi per aggredire militarmente il contingente di soldati russi sotto l'egida dell'OCSE e tentare di epurare l'Ossezia dagli abitanti di etnia russa. Forse il più incredibile infrangimento della legalità internazionale degli ultimi cinquanta anni. E l'europa che fa? invece di cacciare il dittatorello Saakhasvilji dal consesso dei paesi civili minaccia la Russia di sanzioni????