Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
A qualche giorno dalla vittoria elettorale democratica, un primo effetto è stato misurato: un autentico boom nella vendita di armi, soprattutto in Stati come Texas e Colorado.
La corsa all'accaparramento ha prodotto in molti negozi l'esaurimento degli stock soprattutto per le armi d'assalto.
I network televisivi statunitensi imputano il fenomeno al diffuso timore che i Democratici possano intervenire drasticamente limitando le possibilità del cittadino di acquistare armi per la propria difesa personale.
Negli Stati Uniti, il secondo emendamento garantisce a tutti i cittadini di poter possedere armi. Per molti americani, si tratta di un diritto strettamente correlato alla libertà personale e quindi sostanzialmente intoccabile.
Barack Obama aveva dichiarato di ritenere necessaria una migliore regolamentazione del porto d'armi e l'esclusione delle armi d'assalto. Durante la campagna elettorale, i Repubblicani avevano accusato i Democratici di voler svuotare di significato l'emendamento.
L'American Rifle Association, cosi' come un'infinità di gruppi di difesa del secondo emendamento, hanno speso un sacco di soldi per scongiurare la "minaccia Obama", prima sostenendo Hillary Clinton nelle Primarie democratiche e poi schierandosi per McCain in vista delle Presidenziali. Tra siti web, spot televisivi, lettere ai giornali e volantinaggio porta a porta, la National Rifle Association ha attaccato continuamente il candidato democratico, non è riuscita ad aiutare McCain a vincere le elezioni, ma ha raggiunto lo scopo di terrorizzare migliaia di americani che temono ora di ritrovarsi presto nell'impossibilità di portarsi a casa l'ultima meraviglia dell'industria d'armi americana.
Con la speranza che i timori degli appassionati d'armi si rivelino fondati, vi lasciamo con questo esempio di spot anti-Obama della National Rifle Association.