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ALITALIA: tutti ai piedi di AirFrance

Martedì 13 Gennaio 2009, 12:50 in Politica italiana di

Marzo 2008: "Mai con AirFrance". A dirlo era Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale. Berlusconi, nonostante non vi fossero dubbi sulla sua vittoria alle imminenti politiche, aveva voluto strumentalizzare anche il disastro Alitalia.

Gennaio 2009: Dopo l'accordo con AirFrance che entra nella proprietà di Alitalia come partner estero della CAI, la compagnia aerea prosegue le sue stentate attività sotto una nuova dirigenza, mentre i debiti della vecchia Alitalia sono accollati alla collettività.

Le differenze tra le due situazioni si risolvono in due circostanze. Oggi, la faccia di Alitalia resta, formalmente, italiana, mentre ieri sarebbe stata un po' piu' francese. Oggi le condizioni dell'affare Alitalia risultano molto piu' costose per lo Stato italiano di quanto sarebbero state ieri, mentre molti lavoratori che avrebbero potuto restare occupati si ritrovano in cassa integrazione.

Apparentemente dunque, abbiamo deciso di sobbarcarci un enorme carico finanziario e sociale addizionale, in cambio dell'orgoglio di poter dire che Alitalia è rimasta una compagnia italiana. Nel contempo, Berlusconi ne ha tratto un piccolo vantaggio elettorale, mentre la Lega Nord ha fatto una ben misera figura, essendo rimasta la questione Malpensa del tutto irrisolta.

Appartenendo a quella schiera di viaggiatori che considera irrilevante la nazionalità della compagnia con cui viaggia (a meno che non si tratti di compagnia di uno Stato che viola i diritti umani), valutando le offerte semplicemente sul rapporto qualità/prezzo, mi pare che l'operazione sia stata una colossale idiozia.

Ma oltre ad essere un'idiozia, potrebbe nascondere anche un inganno. Quali garanzie ci sono che la cordata italiana, non appena le acque si saranno calmate, non venda tutte le proprie quote proprio ad AirFrance, cancellando quindi l'unica ragione per la quale è teoricamente possibile trovare un vago senso nell'operazione del governo?

Tutto lascia immaginare che nel giro di pochi anni la cordata italiana rivenderà tutta Alitalia ai francesi. Per cinque anni, la CAI non potrà, teoricamente, vendere le proprie quote. Scaduti i cinque anni, rimanendo vivo l'interesse di AirFrance, la cessione sembra l'esito piu' ovvio. 

Alla fine, non ci resterà che constatare che abbiamo perso ancora tanti, tantissimi pubblici denari, solo per i giochetti elettoralistici della politica italiana. 

 

 

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2 commenti
2
14 Gen 2009
alle 13:14

Gigi

Come volevasi dimostrare...

1
13 Gen 2009
alle 13:59

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