Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il giorno dopo aver disposto la sospensione di tutti i procedimenti illegali avviati a Guantanamo, il neo-presidente ha annunciato la chiusura, entro l'anno, del centro di detenzione militare divenuto simbolo della guerra sporca (e inefficace) al terrorismo. Contemporaneamente, Obama ha ordinato l'immediata cessazione dell'uso della tortura negli interrogatori dei sospetti terroristi, uso divenuto quasi prassi nella strategia della CIA sotto l'amministrazione Bush.
Il nuovo presidente sembra insomma voler cominciare da subito a mantenere le promesse elettorali e continua a ribadire che una strategia credibile contro il terrorismo non puo' far proprie le piu' indecenti pratiche del terrorismo.
La Casa Bianca seguirà una strada diversa, quella dell'incriminazione formale, dei processi legali, delle garanzie per la difesa. Quella che non solo è la via preferibile sotto il profilo del rispetto dei diritti e della dignità umana, ma anche la piu' efficace per distinguere i "terroristi" da chi "terrorista" non è mai stato.
Oggi, una notizia filtrata dall'antiterrorismo statunitense sembra confermare la tesi, piuttosto diffusa, che la strategia di Bush contro il terrorismo, oltre ad essere stata contraria alla legalità internazionale, è risultata anche, e paradossalmente, inefficace.
Secondo la CNN, che riporta informazioni ottenute da un funzionario dell'antiterrorismo, un ex detenuto di Guantanamo, liberato nel settembre 2007, sarebbe ora divenuto un elemento chiave di Al Qaeda nello Yemen. Secondo il Dipartimento della Difesa, sarebbero ad oggi circa 60 gli ex detenuti di Guantanamo che, dopo il rilascio, sono ritornati a combattere nelle fila di un qualche movimento fondamentalista. Neppure contro di loro l'uso della tortura aveva evidentemente funzionato.