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Le tante Eluane dimenticate

Lunedì 9 Febbraio 2009, 18:53 in Cronaca di

Il caso Englaro, oltre ad essere un caso di coscienza, è anche una manifestazione esemplare di come in Italia "non funzionano" né la macchina politica, né quella della giustizia, e di quanto profondamente ipocrita e vigliacca è la società in cui viviamo.

Ogni anno, centinaia, forse migliaia di italiani muoiono perché i loro familiari, in accordo con i medici, ritengono che la scelta meno crudele sia, paradossalmente, quella di interrompere i trattamenti medici e lasciare spirare il proprio caro.
Il padre di Eluana, a differenza di migliaia di altri italiani che si sono trovati o si trovano nella stessa situazione, anziché fare le cose nell'ombra, ha deciso di farle nella trasparenza e nella legalità.
Lo sanno bene i medici di famiglia che ogni anno, su richiesta delle famiglie, decidono di porre fine ai piu' svariati trattamenti medici, inclusa l'alimentazione assistita, nel silenzio delle case private, senza neanche pensare di dover chiedere un qualche permesso a chissà quale autorità statale. E lo sanno anche tanti preti, vicini a queste famiglie, che certo non possono non accorgersi di quanto accade quotidianamente in Italia.

Questa scelta di legalità ha regalato agli Englaro, anziché umana solidarietà, un'odissea giudiziaria ed ora anche politica.

E' il 9 luglio 2008, quando la Corte d'Appello, seguendo le indicazioni della Cassazione, autorizza la sospensione delle cure: sono passati 16 anni dall'incidente, 11 anni dalla prima volta che gli Englaro si erano rivolti ad un Tribunale, 10 anni dalla proposta parlamentare sul testamento biologico. Sembra la fine, ma è solo l'inizio di una guerra politica che continua tutt'oggi.
Improvvisamente, dopo 17 anni, tutti cominciano ad interessarsi del caso di Eluana Englaro, si moltiplicano gli appelli affinché non si ponga fine alla vita di Eluana, il governo preme sulle Regioni affinché nessuna struttura pubblica o privata si presti all'interruzione delle cure, mentre Camera e Senato sollevano vanamente un conflitto di attribuzioni con la Corte di Cassazione dinanzi alla Corte costituzionale.
Scendono in campo vescovi ed associazioni, partiti, medici, filosofi e giornalisti.
Quando gli Englaro trovano ad Udine una struttura disponibile alla sospensione delle cure, il governo emana un decreto-legge per vietarla che il Presidente Napolitano si rifiuta di firmare. La maggioranza decide cosi' di tentare di approvare in tutta fretta un disegno di legge con lo stesso contenuto del decreto-legge respinto dal Presidente Napolitano.

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