Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
C'è una di quelle che i sociologi considerano tra le pre-condizioni del nazismo nell'ultimo vile episodio di violenza che ha macchiato la città di Roma, vittima in questi ultimi mesi di un'escalation di violenza senza precedenti. E' la totale assenza di empatia, ovvero della capacità di immedesimarsi nell'altro o quantomeno di riconoscerlo come persona e provare a capirne i bisogni.
L'uomo, un indiano, è stato picchiato, cosparso di vernice e quindi bruciato da un clan di tre giovani romani che volevano "una forte emozione per finire la serata" e che si erano messi alla ricerca di un "nero", un "barbone" o un "romeno" per soddisfare la loro brama di "divertimento".
L'immigrato indiano col 41% del corpo ormai ustionato oggi come il senzatetto italiano dato alle fiamme a Rimini due mesi fa, ancora da un clan di quattro giovani, cosiddetti di "buona famiglia".
Il mondo politico s'indigna. S'indigna la sinistra, e s'indigna anche la destra, quella destra che poi pero' continua a cavalcare campagne d'odio contro questo o quel gruppo di persone, o anche di italiani, come nel caso dei rom.
Servono a poco le analisi e le valutazioni che arrivano da tanti esponenti del Popolo delle libertà, gli appelli alla moderazione ed al rispetto dell'altro, quando quel Popolo delle libertà ha deciso di allearsi con un movimento come la Lega Nord che sull'odio ha fondato il proprio successo politico e l'arricchimento personale dei suoi leader.
Scrive oggi, sul Corriere della sera, l'ex Ministro Pisanu, che "in questo clima di intolleranza un atteggiamento razionale, intelligente, umano — penso ad esempio al cardinale Tettamanzi—viene additato come eversivo. E qui la responsabilità politica della Lega non può essere nascosta."
Si riconosce quindi anche da parte di autorevoli esponenti del centrodestra l'esistenza di un "problema Lega", in un settore particolarmente delicato del vivere civile. Eppure, da questa consapevolezza non emerge nessun reale dibattito interno sull'opportunità di escludere un movimento come la Lega dalle principali coalizioni politiche.
Se da una parte Veltroni ha deciso di "disfarsi" della cosiddetta "sinistra radicale" per ragioni politicamente molto dubbie, dall'altra Berlusconi neppure prende in considerazione la possibilità di fare a meno della Lega.
Anzi, lo stesso centrosinistra, anziché fare della Lega l'obiettivo principale delle proprie battaglie di opposizione, prova a sedurla nella vergognosa aspirazione di costituire un'alleanza capace di vincere le prossime elezioni.